Il Tirreno

Prato

Caccia alla volpe, presidio di protesta davanti alla sede della Provincia di Prato

di Azelio Biagioni
Caccia alla volpe, presidio di protesta davanti alla sede della Provincia di Prato

L’iniziativa è promossa dal grossetano Alessandro Torlai per far tornare sulla propria decisione l’ente pratese che vuole far abbattere cento volpi

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PRATO. Un presidio davanti al palazzo della Provincia per dire “no” all’uccisione delle cento volpi nel territorio pratese, come previsto dalla nuova determina dirigenziale provinciale. A promuoverlo è Alessandro Torlai, che fece una cosa analoga a Siena e proprio per lo stesso motivo, ovvero per fermare la strage delle volpi.

Ed a Siena la protesta portò alla sospensione della caccia in deroga per questi animali. La manifestazione a Prato si terrà sabato 13 luglio a partire dalle ore 12. Alessandro Torlai fa parte, in qualità di volontario, di diversi gruppi animalisti e da tempo porta avanti le sue battaglie pacifiche in difesa degli animali. Abita in provincia di Grosseto e non lo spaventa il fatto di dover macinare chilometri e chilometri. Già lo ha fatto altre volte. Come a giugno quando è venuto a Prato agli incontri, sempre in tema di caccia alla volpe, che si sono tenuti in provincia con l’assessore Antonio Napolitano. «Come gruppi animalisti volontari – spiega Torlai – siamo contrari alla caccia in deroga alla volpe. E vorremmo che l’assessore facesse marcia indietro e la stoppasse. Ad oggi le adesioni di quanti saranno presenti al presidio sono un centinaio. Ci saranno volontari (oltre a persone che non fanno parte di nessun gruppo ma che credono nell’iniziativa) che arriveranno da Milano, Alessandria, Torino, Roma, Pistoia, Massa e Grosseto. Tutte persone che, come me, mettono mano al portafogli e dove non ci sono rimborsi di nessun genere. Lo facciamo in quanto abbiamo dei valori in cui crediamo. Perché la cosa parte da un non pratese? Forse perché la gente del posto ha paura ad esporsi – conclude Alessandro Torlai - Anche a Siena mi venne chiesto perché l’iniziativa era nata da un grossetano. E la risposta fu la stessa».

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