Il Tirreno

Prato

«Urbanistica, nessuna manovra»

«Urbanistica, nessuna manovra»

Il presidente Gestri risponde al sindaco, replica il Comune: «Mistificazioni»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Urbanistica, accuse al vetriolo: il presidente della Provincia Lamberto Gestri ribatte al sindaco Roberto Cenni sulla questione Piano strutturale. La questione resta una: il ricorso della Provincia alla commissione paritetica della Regione che dovrà dire l'ultima parola sugli aspetti in contrasto tra il Ptc (la "carta" urbanistica della provincia) e il Piano Strutturale del Comune approvato pochi mesi or sono. Fu il sindaco la settimana scorsa a ipotizzare manovre sottobanco tra Provincia e Regione per indebolire il Piano strutturale del Comune e quindi agevolare lo strumento urbanistico della Regione, il Pit, che contiene la famosa variante dalla quale nascerà la nuova pista di Peretola. Ieri ha risposto Gestri: «Il sindaco pretende di dare lezioni di coerenza inventandosi oscure manovre sottobanco - afferma il presidente della Provincia - per favorire la Regione, il varo del Pit e quindi la nuova pista. Da che pulpito viene la predica - continua Gestri - Cenni cerca di far dimenticare ai pratesi la sua iniziale posizione favorevole sulla nuova pista per salire in cattedra con piglio populista». Cristallina, afferma Gestri, la posizione della Provincia «che per tutelare la qualità dello sviluppo e la salute dei cittadini di Prato ha affidato al Cnr l'indagine sanitaria per chiare in modo scientifico l'impatto della nuova pista sul territorio». «L'attacco di Cenni nei confronti della Provincia - conclude Gestri - è un chiaro segnale che conferma la sua decisione di aprire la campagna elettorale. Scelta legittima ma non possiamo permettere che si dicano bugie».

Sul fronte tecnico è l'assessore alla Trasformazione del territorio Alessio Beltrame a spiegare il perché del ricorso alla Commissione paritetica: «Si tratta - dice - di un atto dovuto, in quanto lo strumento urbanistico della Provincia si basa su principi molto fermi in materia di contenimento di consumo di nuovo territorio, privilegia la riqualificazione e la salvaguardia delle aree agricole. Al contrario - continua - del Piano strutturale che se a livello di enunciazioni affermala salvaguardia dell'ambiente, sul piano normativo contraddice la linea». Per Beltrame infatti: «il Piano strutturale del Comune rende trasformabili 700ettari di aree agricole in zone sensibili della città (attorno alle Cascine di Tavole, tra San Giorgio e Paperino, attorno a Iolo ndr) con il rischio ulteriore - prosegue - di snaturare i borghi che oggi mantengono, almeno in parte, caratteristiche autonome ma che domani, proprio per l'uso di territorio che le separa dall'abitato, potrebbero scomparire». I numeri sono chiari anche se letti in maniera differente da Comune e Provincia: dei 700 ettari di aree agricole trasformabili il Comune ha stabilito di poterne usare 80 durante tutta la durate del Piano Strutturale (20, 25 anni ndr) per un consumo di territorio agricolo pari al 2,5%. «Il fatto è - continua Beltrame - che proprio la scelta di mettere in trasformazioni un'area ampia nove volte tanto quella che poi verrà effettivamente utilizzata, è la prova dell'indeterminatezza dello strumento urbanistico del Comune che non riesce a scegliere».

Immediata la contro-risposta dell’assessore all’Urbanistica del Comune Gianni Cenni: «La Provincia - afferma - smetta di mistificare la realtà per interessi di parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze