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«Per Interporto la scelta di Longo è un pastrocchio»

«Per Interporto la scelta di Longo è un pastrocchio»

Il capogruppo Pd in consiglio Massimo Carlesi definisce la nomina di Carlo Longo alla presidenza di Interporto «una soluzione-pastrocchio»

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PRATO. Il capogruppo Pd in consiglio Massimo Carlesi definisce la nomina di Carlo Longo alla presidenza di Interporto «una soluzione-pastrocchio».

«Apprendo dalla stampa - scrive in una nota Carlesi - ancora il sindaco non ha fatto comunicazione al consiglio, che il nuovo presidente della Società Interporto dell’Itala centrale è Carlo Longo ex presidente Gida , ex presidente della Camera di Commercio ed ex presidente Unione Industriale; apprendo inoltre che in virtù della normativa vigente - decreto Monti - Longo non poteva essere nominato essendo stato amministratore di una municipalizzata. Il sindaco invece lo nomina - continua - usando un escamotage: sarà presidente ma non avrà deleghe. Avrà un ruolo istituzionale, viene detto dal vicesindaco, e le deleghe rimarranno in mano al sindaco».

«Alcune domande - aggiunge il capogruppo Pd - con questa soluzione pastrocchio si vuole rilanciare l'Interporto? Al presidente Longo verrà lo stesso pagata l'indennità di amministratore? In città non esistevano altri manager con adeguate competenze ? Da molto tempo sono un sostenitore della riduzione o eliminazione dei consigli di amministrazione nelle partecipate e la nomina di amministratori unici che rispondano all'assemblea dei soci e quindi domando - conclude Carlesi - non poteva essere nominato un amministratore unico?»

Sullo stesso argomento interviene anche Venanzio De Rienzo, ex presidente Gida, che "In merito all'escamotage usato per nominare Carlo Longo alla presidenza di Interporto,i rilievi di Massimo  Carlesi,capogruppo Pd in consiglio cominale,sono più che pertinenti - scrive in una nota - Aggiungerei che la soluzione adottata,carica senza deleghe,appare nebulosa e di difficile applicazione. Ma,aspetto ancora più rimarchevole, sembra una soluzione da Prima Repubblica, adottata da un ceto politico attaccato alle "poltrone",che le pensa tutte pur di rimanere a galla.
Spacciare questo per una scelta "civica" mi sembra quasi una presa in giro e mette in una luce negativa il signor Longo,personaggio di assoluto valore nel campo imprenditoriale  e ottimo amministratore della "cosa pubblica".
Questo metodo  paradossalmente dimostra la validità ,"a contrario" si direbbe nella dialettica,del vituperato decreto Monti contro il riciclaggio dei politici".
 

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