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Prato, le note di “Bella ciao” per l’ultimo saluto a Massimo Ginanni

Prato, le note di “Bella ciao” per l’ultimo saluto a Massimo Ginanni

A Galciana la commemorazione funebre dell’ex presidente di Circoscrizione. Il ricordo di Anna Beltrame

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PRATO. La banda di Galciana lo ha salutato con le note di “Bella ciao”. E un po’ partigiano, Massimo Ginanni, l’ex consigliere comunale Ds ed ex presidente della Circoscrizione Ovest stroncato da un malore, lo era. Difendeva con le unghie e con i denti la sua indipendenza di giudizio e la sua libertà di pensiero. Tanta commozione oggi pomeriggio (sabato 6 luglio) nella sede della Circoscrizione Ovest a Galciana, la sua “città”. Intorno alla bara tanti amici, colleghi di lavoro dell’Essegiemme, ex compagni di partito e di militanza consiliare. Presente anche l’ex sindaco Fabrizio Mattei.

A rappresentare ufficialmente l’amministrazione comunale c’era l’assessore Anna Beltrame, amica personale di Ginanni, ma presente anche l’assessore Rita Pieri. E poi c’erano gli ex presidenti di circoscrizione Ennio Saccenti e Fulvia Bendotti. A ricordare la figura decisamente atipica di Massimo Ginanni, rompendo per qualche minuto un silenzio di dolore vero e sincero, si sono succeduti l’assessore Beltrame e Massimo Carlesi, presidente del gruppo consiliare Pd ed ex presidente di Circoscrizione nello stesso periodo di Ginanni (1999-2004). L’ultimo saluto a Massimo lo hanno dato le campane fatte suonare da don Luca Rosati. La salma verrà trasferita a Livorno per la cremazione. In seguito le ceneri saranno conservate nel cimitero di Galciana.

Anna Beltrame ha inviato un ricordo: “Massimo, una persona libera e speciale, compagno scomodo e disinteressato. Mancheranno a tutti noi la sua voce fuori dal coro, la sua ironia, la sua generosità. Mancheranno a Prato, perché quello che la Gina diceva o scriveva era - per usare le parole di Malaparte - "come una macchia sulla coscienza della città, e una ragione di rimorso e di paura ci dev'essere, in una città, se si vuole che sia perfetta...". Ho il rimpianto di non avergli parlato abbastanza. Si corre e si pensa che ci sia sempre tempo, invece il tempo ci porta via le persone belle, come lui”.

Il ricordo di Vinicio Biagi

Negli ultimi tempi incrociavo Massimo quando, andando al PIN, traversavo il sottopasso del Serraglio, dove lui lavorava.Un giorno mi aveva chiesto cosa pensassi di come andavano le cose. “Mi sembra una gran baraonda” gli avevo risposto, e dopo allora quando lo trovavo, magari all’edicola a comprare il giornale, era lui a dirmi scuotendo il capo: “Che baraonda!”.Ma di Massimo ho un ricordo particolare che ora voglio condividere con i tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato.

Era il 1999.Il 28 aprile Massimo Ginanni tenne l’ultimo consiglio della Circoscrizione Ovest, furono tra gli altri, dati i pareri per il progetto preliminare della nuova Scuola Media Don Bosco, e poi sul PEEP del Piano di Zona di Vergaio. Pareri in genere alla unanimità, perché lui aveva anche questa capacità, il burbero era un gran mediatore quando era convinto di operare a vantaggio dei cittadini.

In quei giorni si stavano definendo le liste per il consiglio comunale dei Democratici di Sinistra. Il suo nome era in ballo, ma anche oggetto di contrasti. Il nuovo consiglio non si preannunciava facile:un (altro) cavallo pazzo avrebbe dato problemi? E forse poteva entrare in competizione con altri dell’Ovest per la elezione, ma d’altra parte era già stato deciso che non sarebbe stato ricandidato alla circoscrizione.Mi fu chiesto di verificare la sua disponibilità ad “altre soluzioni”. E io lo feci, forse non troppo convinto perché conoscevo Massimo e sapevo che non sarebbe stato facile. E perché conoscevo Massimo e sapevo che era una risorsa.

Andai da lui, alla sua circoscrizione (allora a San Paolo), una sera dopo cena. E con calma gli illustrai le cose, le difficoltà e la possibilità di valorizzare la sua esperienza in altre forme. Mi fece parlare e poi: “Guarda, lo sai, a me piace fare politica, e per farla bisogna essere eletti. Io la penso così. Potresti anche propormi un lavoro e sai che ne ho bisogno. Ma quella è un’altra cosa. Ora devi dirmi solo se entro in lista o no. E sei te che devi decidere. Nessuno potrà impedirmi di parlare, ma io sono di squadra e la rispetto. Ora andiamo a bere qualcosa.”.

Il 13 giugno Fabrizio Mattei fu eletto sindaco al primo turno. Massimo Ginanni fu consigliere, faticando e battagliando come sempre, e poi, come sempre, dette il suo contributo.

 

 

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