Il dolore
I clienti danno la caccia al broker sparito
Protesta davanti all’assicurazione di Tobbiana, intervengono i carabinieri. La “pista sarda” al momento è un vicolo cieco
PRATO. Una pista porta in Sardegna, un’altra verso Agliana, una terza si ferma a Calenzano, ma sono tutti vicoli ciechi. Da lunedì non ci sono più notizie di Massimo Favazzi, 42 anni, il broker titolare della “Luna Assicurazioni” di via Cava a Tobbiana, che avrebbe lasciato a bocca asciutta un esercito di clienti in attesa di ritirare le polizze assicurative dopo aver pagato il premio.
Ieri mattina è stato necessario l’intervento di una pattuglia dei carabinieri davanti all’ufficio chiuso ormai da quattro giorni, accanto alla chiesa di San Silvestro, per tentare di tranquillizzare un gruppetto di persone che protestavano a gran voce. I militari hanno invitato i clienti a presentare una denuncia (come uno ha già fatto giovedì), se ritengono di essere stati truffati, un’ipotesi che col passare del tempo si fa sempre più probabile.
L’ultima volta che l’assicuratore è stato visto nell’ufficio è stato lunedì mattina, quando ha incassato alcune polizze rimandando i clienti al pomeriggio, o al giorno dopo, per la consegna dei tagliandi. Nel pomeriggio però la porta è rimasta chiusa, e così anche martedì. Qualcuno comunque è passato, perché il benzinaio lì davanti, e anche una cliente, si ricordano di aver visto le “veneziane” alzate e poi di averle viste abbassate a fine serata. Al cellulare Favazzi non risponde da giorni e suonano a vuoto anche i numeri corrispondenti al suo ultimo indirizzo ufficiale (lui non è in elenco), nella zona della Ferruccia ad Agliana.
La “pista sarda” porta agli uffici di Iglesias di una società di broker specializzati in polizze di pochi giorni, quelle che in genere vengono utilizzate in attesa di ricevere il tagliando annuale o semestrale. Il nome della società sarda figura in calce ad alcuni tagliandi consegnati ai clienti della Luna Assicurazioni, che infatti in questi giorni stanno telefonando in Sardegna. Ma dalla sede della società giurano di non conoscere Massimo Favazzi, né come agente, né come collaboratore. Ipotizzano dunque che quei tagliandi possano essere stati falsificati, anche se su questo non ci sono conferme.
Alcuni clienti, dopo aver aspettato invano davanti all’ufficio di Tobbiana, sono andati prima in alcuni uffici di via Cecchi, poi in un’agenzia di Calenzano. Entrambe le compagnie, i cui marchi figurano nelle polizze provvisorie rilasciate da Favazzi, negano di aver avuto rapporti con l’assicuratore di Tobbiana, e dunque sono parti lese nella vicenda (per questo non facciamo i loro nomi). All’agenzia di Calenzano, che ha lanciato l’allarme alla sede centrale nel Nord Italia, è rimasta una fotocopia della polizza provvisoria in cui è citato il nome del broker di Iglesias, a cui si è rivolto un cliente pratese che sostiene di aver pagato la polizza annuale di oltre mille euro e di aver ricevuto in cambio una “provvisoria” di 5 giorni. E’ solo la punta dell’iceberg.
I carabinieri hanno ricevuto lamentele e denunce, ma al momento non stanno cercando Favazzi (deciderà eventualmente la Procura). A cercare l’assicuratore sono soprattutto i clienti inferociti. Molti sono stranieri, non pochi i cinesi (alla Luna Assicurazioni c’era anche un impiegato orientale) che hanno sborsato fior di quattrini e non hanno preso sportivamente la sparizione del broker. Dopo l’intervento dei carabinieri di ieri mattina, il gruppetto di clienti si è disperso, ma di tanto in tanto davanti all’assicurazione chiusa passano auto anche di grossa cilindrata che si soffermano, osservano e se ne vanno. Ma torneranno.
Paolo Nencioni
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