Sicurezza
Dehors, per gli arredi tutto da rifare
La Soprintendenza boccia le coperture: tavolini esterni protetti solo dagli ombrelloni, più basse anche le balaustre
PRATO. Sui commercianti si abbatte la tegola dei dehors. La Soprintendenza stabilisce che non potranno più essere coperti. Al posto dei tetti, gli ombrelloni. L'esatto contrario di quanto accaduto fino ad oggi. Con conseguenze, sulla carta, dirompenti. Teoricamente, usando in maniera inflessibile il regolamento il Comune potrebbe far intervenire le ruspe o quanto meno chiedere la rimozione degli spazi esterni installati da bar e ristoranti. Una significativa fonte d'introito, specie d'estate. L'assessore alle attività produttive, Roberto Caverni d'altronde, si era prefissato il compito di mettere mano ad un vero regolamento su una materia retta – a suo dire – sull'improvvisazione e sul passaparola degli esercenti più esperti. «In alcuni casi, specie in piazza Mercatale si sono verificati dei veri e propri abusi edilizi». Tuttavia, il regolamento pensato in un primo momento dall'amministrazione pur introducendo una disciplina molto stringente lasciava ai dehors la possibilità di essere chiusi da una sorta di tettoia. Ad infliggere il colpo ferale, invece, è stata la Soprintendenza nell'incontro dello scorso 26 giugno tenuto insieme all'assessore. «Si sono detti favorevoli alla parte del regolamento che prevede il ricorso allo stesso colore e allo stesso materiale con la possibilità di variare l'aspetto estetico – ha spiegato questa mattina l'assessore in commissione Affari generali – Dove si dicono contrari, giudicandoci troppo permissivi, è sulle coperture. A loro avviso non devono esserci, perché equivarrebbero a concedere delle licenze a costruire. Mentre il dehors non ha nulla a che fare con l'ampliamento di un locale. Le uniche ammesse sono gli ombrelloni con la possibilità di un riscaldamento a raggi infrarossi».
La prudenza della Soprintendenza sul piano dell'attualità politica nasce dal caos a Bologna, dove le incongruenze hanno fatto saltare tre sovrintendenti di fila e a Firenze col braccio di ferro col Comune sui capannoni autorizzati in piazza della Repubblica, finiti sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Per non incappare in rischi simili a Prato la soprintendenza ha negato il nulla osta al regolamento comunale, indicando che concederà il suo placet sulle singole pratiche nei casi in cui si discostassero dai colori e dai materiali scelti dagli altri esercizi della zona. «La cosa buona è che rispetto al passato le pratiche vengono sbrigate più rapidamente: non più nell'ordine di anni, ma di qualche mese» prova a trovare un risvolto positivo l'assessore. Ma nelle fila della maggioranza si leva più di una voce critica. A partire dal presidente della commissione, Gianluca Banchelli: «Impedire alle piccole pizzerie di avere i tavoli fuori favorirà soltanto le grandi catene alimentari alla McDonald's». Il Comune ha avuto torto anche sul limite d'altezza delle chiusure laterali: per le balaustre aveva proposto 1,60 m. La soprintendenza l'ha abbassato a un metro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
