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Urbanistica, il presidente provinciale Gestri affonda: “Il sindaco non dica bugie”

Urbanistica, il presidente provinciale Gestri affonda: “Il sindaco non dica bugie”

Lite istituzionale sul ricorso della Provincia di Prato alla commissione paritetica per il Piano strutturale del Comune. : “Gestri: “Nessuna oscura manovra”. L’assessore Alessio Beltrame: “Atto dovuto per le enormi contraddizioni”

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PRATO. D'accordo sulla battaglia contro l'aeroporto, nettamente in contrasto sugli strumenti di pianificazione urbanistica. Sono il presidente della provincia Lamberto Gestri e il sindaco di Prato Roberto Cenni ai ferri corti, ma solo sul fronte urbanistico, dopo il ricorso della Provincia alla commissione paritetica della Regione che dovrà dire l'ultima parola sugli aspetti in contrasto tra il Ptc (la "carta" urbanistica della Provincia) e il Piano Strutturale del Comune approvato definitivamente pochi mesi or sono.

Scambio di accuse al vetriolo tra Cenni e Gestri. E’ stato il sindaco la settimana scorsa a ipotizzare manovre sottobanco tra Provincia e Regione per indebolire il Piano strutturale del Comune e quindi agevolare lo strumento urbanistico della Regione, il Pit, che contiene la famosa variante dalla quale nascerà la nuova pista di Peretola. Oggi risponde Gestri: "Il sindaco pretende di dare lezioni di coerenza inventandosi oscure manovre sottobanco - afferma il presidente della Provincia - per favorire la Regione,il varo del Pit e quindi la nuova pista. Da che pulpito viene la predica - continua Gestri - Cenni cerca di far dimenticare ai pratesi la sua iniziale posizione favorevole sulla nuova pista per salire in cattedra con piglio populista". Per Gestri: "La nostra posizione è sempre stata cristallina: tutelare la qualità dello sviluppo e la salute dei cittadini di Prato affidando al Cnr l'indagine sanitaria per chiare in modo scientifico l'impatto della nuova pista sul territorio". E conclude: "L'attacco di Cenni nei confronti della Provincia è un chiaro segnale, uno dei tanti, che conferma la sua decisione di aprire l campagna elettorale. Scelta legittima - conclude - ma non possiamo permettere che si dicano bugie".

Sul fronte tecnico è l'assessore alla Trasformazione del territorio Alessio Beltrame a spiegare il perché del ricorso alla Commissione paritetica: "Si tratta - dice - di un atto dovuto, in quanto lo strumento urbanistico della Provincia si basa su principi molto fermi in relazione al contenimento di consumo di nuovo territorio, privilegia la riqualificazione e la salvaguardia delle aree agricole. Al contrario - continua - di quello che invece stabilisce il Piano strutturale che se a livello di enunciazioni punta sulla salvaguardia dell'ambiente, sul piano normativo contraddice in pieno la linea".

Per Beltrame infatti: "Il Piano strutturale del Comune rende trasformabili 700ettari di aree agricole ricavate in zone sensibili della città (attorno alle Cascine di Tavole, tra San Giorgio e Paperino, attorno a Iolo ndr) con il rischio ulteriore - prosegue - di snaturare i borghi che oggi mantengono, almeno in parte, caratteristiche autonome ma che domani, proprio per l'uso di territorio che le separa dall'abitato, potrebbero scomparire".

I numeri sono chiari anche se letti in maniera differente da Comune e Provincia: dei 700 ettari di aree agricole trasformabili il Comune ha stabilito di poterne usarne 80 durante tutta la durate del Piano Struttrale (20, 25 anni ndr) per un consumo di territorio agricolo pari al 2,5%. "Il fatto è - continua Beltrame - che proprio la scelta di mettere in trasformazioni un'area ampia nove volte tanto quella che poi verrà effettivamente utilizzata, è la prova dell'indeterminatezza dello strumento urbanistico del Comune che non riesce a scegliere".

Sia Beltrame sia Gestri sono netti nell'affermare inoltre che: "Il ricorso alla commissione paritetica rappresenta una scelta che ha come obiettivo la tutela del territorio e dietro la quale non c'è alcuna congiura". Sbagliato inoltre secondo la Provincia affermare che il Piano strutturale del Comune subirà un blocco: "Il Piano è già stato approvato, la commissione regionale avrà quattro mesi per decidere, si potrebbe parlare di stop - concludono Beltrame e Gestri - se il regolamento urbanistico del Comune fosse stato adeguato al nuovo strumento, cosa che invece non è stata fatta, e se le trasformazioni fossero in atto".

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