Il Tirreno

Prato

Rifiuti in calo, i debiti no

di Carlandrea Poli

Oltre 21 milioni i crediti inesigibili, l’esposizione bancaria cresciuta di un milione

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PRATO. Cala la raccolta di rifiuti, ma il distretto parallelo continua a macinare ricchezza tenendo ben lontano il fantasma della recessione. Asm chiude il 2012 con un utile di 153 mila euro ed è una delle poche notizie rassicuranti.

L'utility pratese ha visto di pari passo lievitare il suo indebitamento, da 58,9 a 60,5 milioni di euro pari all'intero giro d'affari in un anno. A rendere più cupo lo stato patrimoniale di via Paronese è stata l'esposizione bancaria, peggiorata di oltre 1 milione di euro in un anno (da 31,9 a 33,1). E la seconda metà di quest'anno si preannuncia appesa all'incognita Tares. A fronte dell'ultimo triennio, quando il tributo di igiene ambientale (Tia) veniva riscosso in due soluzioni (ad aprile e settembre), Asm – su indicazione del governo – è stata costretta a suddividere la fattura in tre tranche. L'ultima, la più importante, perché comprensiva dei 30 centesimi di aggravio per ogni metro quadro di superficie, è fissata per dicembre. Duplice l'implicazione negativa, ad avviso delle alte sfere di Asm: concentrare il saldo della tariffa alla fine dell'anno significa avere la certezza delle risorse a disposizione soltanto ex post, nel 2014. Per logica conseguenza le nuove linee di credito da parte delle banche saranno basate su proiezioni degli incassi, quindi al ribasso. Il fatto che questo sia un problema comune delle società dei rifiuti di ogni angolo d'Italia non fa neanche un quarto di gaudio. Tutt'altro. Costretti a una programmazione parsimoniosa la governance è corsa ai ripari, raddoppiando il fondo di riserva che passa a 5 milioni di euro. Un modo coscienzioso per fronteggiare, fra l'altro, i costi in rialzo del personale (+900 mila euro nel 2012), derivanti dall'inglobamento del ramo d'azienda di Sori per la riscossione diretta della Tia. Del resto, con questa operazione Asm sta riuscendo a stanare molti dei tributi inesigibili accumulati negli ultimi dieci anni: la voce destinata a crediti verso clienti è calata da 23,6 a 21,9 milioni.

Sempre in tema di personale in queste settimane sono stati formati 15 ispettori ambientali, che si occuperanno di passare al setaccio la città contro gli episodi di inciviltà di abbandono di rifiuti per strada. Questa politica espansiva sul fronte dei dipendenti (fra assunzioni e ritocchi verso l'alto delle retribuzioni) è servita anche ad agevolare la riduzione dei rifiuti. Le tonnellate gestite sono passate da 181 mila a 172 mila, con un calo concentrato sulla raccolta differenziata. A offrire una spiegazione è il direttore Sandro Gensini: «Si sono fatte consistenti le riduzioni di carta e cartone per due fattori: le aziende si accordano direttamente con le ditte specializzate nel recupero per gli imballaggi e in parte alcuni vanno a svuotare i cassonetti gialli per riciclarla in proprio». Un fenomeno di marginalità sociale noto da circa tre anni di chi prostrato dalla perdita del lavoro cerca di un guadagno forse facile, ma estremamente modesto. Specchio perfetto della psicologia della crisi. Che – almeno a valutare dalle statistiche di Asm – sembra non lambire i confini del distretto parallelo. «La quantità di indifferenziata è cresciuta da 81 mila a 82.100 tonnellate, alimentata prevalentemente dalle confezioni. Perciò – è la tesi di Gensini – qualora ci fosse stata una flessione nella produzione dei pronto moda, questa sarebbe poco significativa secondo i nostri indicatori».

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