Il Tirreno

Prato

Longo presidente Gida con un escamotage

Longo presidente Gida con un escamotage

La legge vieta incarichi nelle partecipate a chi li ha già avuti, così il manager non avrà deleghe

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PRATO. Il decreto Monti su inconferibilità e incompatibilità di per sé parlava chiaro. Sei o sei stato un politico? Sei o sei stato amministratore di una municipalizzata? Allora non puoi fare né il presidente né il consigliere di una società partecipata. Una norma che mettendo tutti nello stesso calderone fa ribollire il sangue a molti sindaci e assessori di Comuni virtuosi. In sede Anci, il vice-sindaco Goffredo Borchi, per questo motivo, si sta facendo promotore di una protesta eclatante contro il decreto. Che intanto è stato tecnicamente aggirato con la nomina di Carlo Longo alla presidenza dell'Interporto. Nominato due giorni fa dal sindaco, malgrado abbia ricoperto nell'ultimo triennio la presidenza di un'altra società a partecipazione comunale, quella di Gida. Per renderla possibile il Comune si è avvalso di una scappatoia adottata a livello nazionale dagli enti locali e benedetta da un'interpretazione dell'Anci. «Non avrà deleghe – spiega laconicamente Borchi – Quelle resteranno effettivamente nelle mani del sindaco». Una soluzione “pecetta”, che a dire il vero non conta su una vera e propria copertura giuridica. «Ci manca, perché in queste settimane dal ministero non è arrivata nessuna indicazione per chiarire la possibilità di rendere più flessibili i requisiti per le nomine. A Longo, di conseguenza, affidiamo per il momento una funzione più istituzionale».

La direzione dell'Interporto promette di essere bicefala: Cenni avrà poteri decisionali, a Longo potrebbero toccare mansioni più di rappresentanza. Fresco di nomina lui promette al momento di impegnarsi a tenere i rapporti con le altre società e con i vari livelli istituzionali. «Quando sono stato presidente della Camera di Commercio ho avuto modo di conoscere Interporto. Posso dire che i compiti operativi resteranno in mano al direttore Luciano Pannocchia». La cooptazione di Longo è anche il precedente utile per sbloccare nei prossimi giorni il rinnovo di un'altra presidenza – mediante la stessa formula di assegnazione della carica, senza deleghe – Alessandro Canovai alla guida di Asm.

E nel silenzio di Roma, da Prato la giunta Cenni vorrebbe farsi artefice di una contestazione estrema del decreto sulle nomine e dei tagli feroci ai trasferimenti statali: «Reputo offensivo per chi fa politica essere marchiato senza distinzioni, escludendo qualsiasi esponente dalle nomine pubbliche. Questo avviene, mentre lo Stato in 4 anni ha tagliato solo a Prato 40 milioni di euro di fondi. Per farsi sentire i sindaci di tutta Italia dovrebbero presentarsi nelle prefetture per riconsegnare le loro fasce tricolori».

Carlandrea Poli

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