Il Tirreno

Prato

I siti archeologici si visitano con l’applicazione per iphone e ipad

Giulia Stefanini
I siti archeologici si visitano con l’applicazione per iphone e ipad

Si chiamano tour book e sono disponibili per Carmignano, Roselle e Vetulonia

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PRATO. Usare la tecnologia per valorizzare il territorio attraverso il patrimonio culturale che possiede. Si chiamano “Tour Book” o “tb” – l'assonanza con “Facebook” non è casuale – e sono guide virtuali interattive, disponibili per smartphone e tablet, che conducono i visitatori alla scoperta di tre siti archeologici della Toscana: Carmignano, Roselle (Grosseto) e Vetulonia (Castiglione della Pescaia).

In che modo? Basta scaricare delle app, gratuite per iPhone e iPad (a settembre anche per Android), per avere spiegazioni e ricevere informazioni – senza bisogno della connessione telefonica – sui vari itinerari disponibili nella zona, i punti di interesse, i percorsi che è possibile effettuare (completi di altimetrie, distanze e tempi di percorrenza), i servizi presenti (ristoranti, alberghi, agriturismi), le mappe interattive e la storia del posto. I particolare, Roselle e Vetulonia hanno una timeline dedicata alla storia di cui si possono vantare, visto che sono siti di origine etrusca.

L'interfaccia è semplice ed intuitiva e i contenuti sono disponibili sia in italiano che in inglese. I “tour book” fanno parte del progetto “Creative-Ch”, finanziato dall'Unione europea nel 2011 con 470mila euro di contributi, di cui circa la metà sono serviti per realizzare queste guide interattive. Le app sono state sviluppate dal Laboratorio di ricerca Vast Lab del Pin, guidato da Franco Niccolucci, e vincitore del progetto europeo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Toscana e l'AMAT – Associazione dei Musei archeologici della Toscana. Un team, composto di studiosi e ricercatori – 30 anni di media – ha sviluppato il progetto che è stato realizzato nel corso di un anno e mezzo.

L'obiettivo è quello di valorizzare realtà meno conosciute ma altrettanto ricche di storia e di fascino, sfruttando le risorse tecnologiche. Uno dei vantaggi di queste applicazioni, inoltre, è che sono facilmente aggiornabili e possono essere implementate di continuo con nuovi contenuti.Il laboratorio diretto da Niccolucci è all'avanguardia nel settore delle nuove tecnologie applicate al settore dei beni culturali e, in particolare, all'archeologia. Sul sito: www.vast-lab.org/creativech_apps è possibile ricevere tutte le indicazioni aggiornate per scaricare le app.

Progetti per il futuro? «Abbiamo in programma di sviluppare altri “Tour book”. L'obiettivo è quello di creare una collana di guide digitali unica in Italia e in Europa. Pensiamo di allargare il campo di indagine a Musei o Enti, quali Provincia e Comune – commenta il prof. Niccolucci. In questo modo, il vantaggio è duplice: sarà possibile offrire sbocchi occupazionali legati alle nuove tecnologie, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, e portare avanti un'operazione di marketing e promozione del territorio a tutto campo». I “Tour book” sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa, alla presenza – tra gli altri – di: Enrico Bacchelli, direttore del Pin; Franco Niccolucci, coordinatore del laboratorio di ricerca Pin-Vast-Lab e del progetto Creative; Cinzia Lucchi, programmatrice; Marcello Lotti, segretario Amat; Gabriella Poggesi e Bianca Maria Aranguren Torrini, funzionarie della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana e supervisori scientifici dei contenuti delle guide; Doriano Cirri, sindaco di Carmignano; Chiara Bettini, direttrice del Museo Archeologico Carmignano.

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