Vuole entrare in comunità ma non può perché non ha la residenza
Appello al Comune di Prato di un uomo di 41 anni che l’anno scorso ha rischiato di morire per una rapina: «Voglio rifarmi una vita, il Ceis è pronto ad accogliermi»
PRATO. L’anno scorso ha minacciato di buttarsi da un traliccio per ottenere un tetto sotto al quale dormire. Ora vorrebbe entrare in una comunità di recupero per tossicodipendenti ma non può farlo perché è privo di residenza e domicilio.
E’ la storia di Denny Primatici, 41 anni, che dice di aver lasciato perdere la droga e vorrebbe ricostruirsi una vita. L’uomo lancia un appello al Comune di Prato perché si superino gli ostacoli burocratici che gli impediscono di entrare nella comunità del Ceis. «Erano pronti ad accogliermi il 18 giugno - spiega - ma c’è questo problema della residenza che ha bloccato tutto».
Primatici, originario di Carmignano e già testimone in un’inchiesta della metà degli anni Novanta su infiltrazioni mafiose a Campi Bisenzio, l’hanno scorso ha rischiato di morire per tre coltellate che l’hanno raggiunto all’addome durante una rapina a Bologna. «Lì ho capito che c’era bisogno di una svolta nella mia vita - racconta - Sono pronto a entrare nella comunità, se il Comune toglierà gli ostacoli. Spero di essere ascoltato».
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