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Prato

Il gioco della Palla Grossa a Prato: in campo solo pratesi e test antidoping

di Carlandrea Poli
Il gioco della Palla Grossa a Prato: in campo solo pratesi e test antidoping

Regole più restrittive per i partecipanti alle partite. La proposta della giunta in consiglio comunale

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PRATO. La Palla Grossa sempre più riservata ai pratesi e all'insegna dello spirito sportivo. In arrivo i test antidoping. «Vogliamo che non sia per la città solo un evento folkloristico" spiega il vicesindaco Goffredo Borchi, che questo pomeriggio presenterà al consiglio comunale per l'approvazione le modifiche al regolamento dell'antico gioco tornato alla ribalta l'anno scorso. Due le novità essenziali: per poter diventare calcianti bisogna essere residenti a Prato o in un comune della provincia da almeno due anni, avere avuto la residenza o essere di nascita pratesi. Il principio dello ius soli applicato alla Palla Grossa sintetizzato in un paletto messo dall'amministrazione: «Non vogliamo che l'evento possa degenerare con alcune campagne acquisti».

Con il pensiero che vola al calcio storico fiorentino, celebre per l'elevata fisicità dei suoi match. Le regole più severe si applicano solo ai nuovi giocatori, poiché l'accordo trovato con i rappresentanti dei quattro rioni è di ammettere tutti gli iscritti all'edizione 2012. È l'unica concessione. Sul piano dei carichi pendenti, invece, la giunta è rimasta inflessibile: condannati e indagati non potranno essere schierati.

«È una regola che abbiamo condiviso l'anno scorso e che rinnoviamo in accordo con la questura». Nel nome della correttezza sportiva la Palla Grossa verrà seguita dal Coni, che in base ai suoi regolamenti al termine di ciascuna delle quattro partite in calendario potrà effettuare prelievi fra i calcianti per accertarsi che non abbiano fatto uso di sostanze vietate per migliorare le loro performance sulla sabbia di gioco.

 

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