La manifestazione
Il filo fluorescente dà luce al futuro
Tanti prodotti innovativi per sfidare la concorrenza e scongiurare le imitazioni
FIRENZE. C’era una volta il filo. Un intreccio di filamenti che può essere percorso a ritroso per raccontare la storia di Prato e della sua industria. Ma, al contrario, lo stesso filo non traccia alcun percorso verso il futuro se non si indossano lenti speciali per guardarlo in profondità. Si vedrà che non è più soltanto un filo, ma è ingabbiato, riempito, annodato, iniettato. Un distillato di strategia industriale, investimento tecnologico, ricerca e innovazione intessuti con la forza di un brand e una tradizione manifatturiera secolare. In una frase: per guardare al futuro, sfidare i mercati e difendersi dalla tenaglia della contraffazione e delle imitazioni, il filo dev’essere il migliore possibile. Lo spiegano i produttori pratesi che a Pitti Filati presentano i loro prodotti per la nuova stagione. I loro campionari sono continuamente rinnovati. Perché cambiare significa sopravvivere e, forse, tornare a prosperare.
Nuovi come il filato “Glow” di Filpucci, una catenella di mohair e superkid fluorescente che si ricarica con la luce e s’illumina con l’oscurità. «Il 100% della nostra azienda - spiega Federico Gualtieri - è impegnata nell’innovazione: tutti gli investimenti, ogni anno, sono volti a consolidare il prodotto».
Igea quest’anno presenta un mohair ingabbiato: la fibra è racchiusa in un tubolare di nylon leggerissimo, «che conserva - spiega Stefano Borsini - la leggerezza e la luminosità del mohair ma fa fuoriscire il pelo, conferendo al tessuto una setosa morbidità».
La viscosa elasticizzata è il fiore all’occhiello dello stand di Lineapiù,un motivo di orgoglio per il fondatore Giuliano Coppini che racconta: «In passato siamo stati tra i primi a combinare la viscosa con il Lurex, non eravamo mai riusciti a elasticizzarla: oggi, grazie a un investimento tecnologico, siamo riusciti a ottenere questo filo pregiato e sensuale».
Pinori propone una linea “fantasia leggera”, lavorata direttamente sul Ring, dove il filato viene iniettato di fibre colorate, che conferiscono un effetto naturale che sembra stampato. «Introduciamo un’innovazione - spiega Raffaella Pinori - capace di migliorare la nostra peculiarità, cioè la struttura del filo».
Pecci Filati, invece, ha perfezionato un filato tradizionale, il bottonato. «L’investimento tecnologico - dice l’ad Pierluigi Marrani - deve tener conto delle tendenze profonde del mercato, altrimenti il rischio è bruciare la novità nel giro di pochi mesi».
Il Lanificio dell’Olivo presenta il Babykid «più fine che esista al mondo», spiega Pietro Taddeucci Sassolini, realizzato con baby alcapa e mohair superbaby di altissima qualità.
Innovazione è anche migliori servizi ed è il tentativo di un’azienda che torna in Fortezza da Basso dopo quattro anni. Mr Joe è in grado di soddisfare richieste di fornitura last minute, grazie a un’attenta gestione degli stock. «Il 20 dicembre - spiega Giuseppe Natali - Liu Jo ci ha commissionato 500 chili di mohair di colori diversi e il 21 li abbiamo consegnati». Un’altra azienda e un’altra esperienza da cercare alla voce “qualità”.
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