Attenzione
I dubbi dell’Unione su Tex Tech
«Per ora è una scatola vuota». Rossi: «Porterà vantaggi a tutti»
PRATO. Se ci avessero informato avremmo dato un parere, ma così non è stato. Questo il senso di una nota dell’Unione industriale sul centro di ricerca italo-cinese varato martedì con l’accordo tra il presidente della Regione Enrico Rossi e il console cinese per conto della Wenzhou Garment Development Ltd.
Una nota che esprime più di un dubbio sul progetto. E smentisce Rossi quando dichiara che «tutte le perplessità delle associazioni di categoria sono superate». Non lo sono almeno per quanto riguarda l’Unione industriale, perché «pur interpellata sull'argomento in tempi remoti, non è stata informata sugli sviluppi recenti dell'operazione».
«Quale sarà l'operatività effettiva di questo soggetto? - si chiede l’Unione - Chi farà cosa e come, visto anche il carattere ancora di "scatola vuota" del contraente pratese, cioè il Creaf? Che assetti potrà darsi e quali vantaggi potrà portare a Prato un soggetto così asimmetrico dal punto di vista societario, con il contraente italiano costituito appunto dal Creaf e il contraente cinese rappresentato non da una università o da un centro di ricerca ma da un'impresa privata, la Whenzhou Garment Development ltd co?».
La risposta di Enrico Rossi non tarda ad arrivare, «Confrontiamoci sulle cose concrete, anziché continuare a dividersi su questioni astratte e ideologiche. Facciamolo e forse i dubbi che ancora ci sono scompariranno. Questo centro, ne sono convinto, porterà vantaggi a Prato e a tutta la Toscana ».
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