Italia
La stilista Cinzia Vannucchi ha un progetto nel cassetto
PRATO. Una stazione del “Progetto Dharma” ha sede a Prato. Nonostante il chiaro riferimento a Lost, non ha niente a che vedere con il popolare serial americano il nome da cui prende spunto l’azienda...
PRATO. Una stazione del “Progetto Dharma” ha sede a Prato. Nonostante il chiaro riferimento a Lost, non ha niente a che vedere con il popolare serial americano il nome da cui prende spunto l’azienda di Cinzia Vannucchi, stilista con vent’anni di esperienza alle spalle e il sogno nel cassetto di veder realizzare a Prato un progetto di formazione per giovani talenti del distretto. «La parola Dharma nella filosofia buddista significa percorso - spiega Vannucchi - un concetto spirituale a me caro che si sposa bene con la mia carriera professionale». C’è molta ricerca dietro lo studio stile di Cinzia, e non solo dietro la scelta che dà all’impresa artigiana il suo nome. Il laboratorio, uno spazio di lavoro con sede in via Pistoiese, è un concentrato di competenze e fantasia che ha permesso alla stilista di creare un business ripartendo da zero dopo che aveva deciso di interrompere la sua attività nel 1997. «Ho iniziato a lavorare molto giovane dopo aver seguito dei corsi professionali - racconta - per vent’anni ho avuto un’azienda tutta mia, che poi decisi di chiudere nel ‘97 per motivi legati alla crisi del settore. Non ho comunque mai smesso di fare questo lavoro che ho portato avanti svolgendo la libera professione». A cavallo tra il 2009 e il 2010 è arrivata la voglia di provarci ancora. «Dietro la spinta di tanta passione, ho deciso di aprire di nuovo un’impresa - spiega - le spese non sono molte, ma sono cambiate molte cose rispetto a tanti anni fa». Cinzia Vannucchi progetta e realizza campionari per i suoi clienti. «La velocità oggi è tutto, spesso a scapito del lavoro di ricerca che rischia di essere penalizzato - spiega - per proporre sempre modelli nuovi e diversi ai clienti, per esempio una stampa che sia originale, serve tempo, ma spesso manca». Sfilate di moda, negozi, dettagli, viaggi, pagine di giornali sono la sua fonte d’ispirazione. Nel suo cassetto c’è un progetto dell'imprenditore Valdemaro Beccaglia nel quale crede ancora. «La sua idea era di creare un team di stilisti emergenti dando ai giovani talenti l’opportunità di stare a contatto con le aziende del distretto e di imparare un mestiere».
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