Sicurezza
Impianti sportivi, nuovo look
La giunta Cenni ha messo a punto un piano quinquennale di manutenzione
PRATO. Per lo sport la giunta Cenni pensa ad un piano quinquennale. Nei mesi scorsi gli uffici dell'assessorato ai lavori pubblici, allo sport e al patrimonio hanno compiuto una ricognizione per verificare lo stato di salute dell'edilizia sportiva. Il risultato è espresso in una cifra secca: servono poco meno di 3,5 milioni di euro per ammodernare o mettere a norma 46 fra campi da calcio, da rugby, da tennis, piscine, bocciodromi. Superata in consiglio comunale la prima fase con l'approvazione dei macroprogretti dal Lungobisenzio alla piscina olimpionica di via Roma – per i quali si attende entro settembre la risposta del Credito Sportivo per l'ok al finanziamento – la giunta Cenni comincia a rispondere alle sollecitazioni delle associazioni sportive e dell'opposizione sulle esigenze degli impianti minori. E per esprimere un segno concreto di buona volontà l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Caverni – durante la riunione della commissione – ha annunciato lo stanziamento nel bilancio preventivo 2013 dei primi 500 mila euro nel piano degli investimenti: «Vorremmo fare una programmazione basata sulle priorità, destinando una cifra costante nei budget annuali dell'ente. Immaginando magari di destinarvi una parte degli extraoneri di urbanizzazione. Sarebbe un cambiamento di mentalità. In passato il Comune agiva solo per sanare le emergenze». I tecnici hanno suddiviso i lavori in cinque aree: manutenzione straordinaria (1 milione di euro complessivo), abbattimento delle barriere architettoniche secondo i criteri indicati dal Coni (1,449 milioni), 391 mila euro per le protezioni antincendio, 210 mila euro per opere di riqualificazione e 405 mila euro per migliorie. Per la precisione, il totale potrebbe non essere interamente accollato all'amministrazione. Gli architetti che hanno firmato lo studio e l'assessore Caverni parlano di apertura ad un contributo dei privati: “L'idea sarebbe di affidare quanto più possibile la gestione alle società, ritagliando per il Comune il ruolo di controllore”.
Carlandrea Poli
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