Il Tirreno

Prato

Aperto un baby pit stop anche in via Muzzi

di Giulia Stefanini
Aperto un baby pit stop anche in via Muzzi

Servizio gratuito all’interno del negozio “Zibibbo”. Uno spazio per cambiare il pannolino e allattare il proprio bimbo

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PRATO. Le mamme sono le benvenute nei negozi che offrono il servizio, gratuito, di “Baby pit-stop”: il termine, mutuato dal gergo della Formula Uno, indica uno spazio – allestito all'interno di un negozio – adibito al cambio del pannolino e all'allattamento del proprio bimbo. Il servizio, promosso dall'Unicef, nasce a Milano (che oggi conta 250 Baby pit-stop), ed è diventato realtà anche a Prato: dopo quello di Figline, che ha aperto a maggio, è stato inaugurato il secondo baby pit-stop della provincia, e il primo nel centro storico, all'interno del negozio “Zibibbo”, in via Luigi Muzzi. Qua le mamme hanno a disposizione un'area, accogliente e protetta, in cui possono allattare il proprio bambino e provvedere al cambio del pannolino.

All'interno, sono presenti una comoda poltroncina, un fasciatoio, opuscoli informativi dell'Unicef e, se possibile, uno scalda biberon e un angolo attrezzato per il gioco dei bambini. Al contrario, non è ammesso materiale pubblicitario, come latte artificiale, pappe, biberon, tettarelle, opuscoli informativi e campioni omaggio. «Una città a misura di bambino è a misura di tutti» – commenta la presidente del comitato provinciale Unicef di Prato Erminia Abruzzini –, presente all'inaugurazione del Baby pit-stop, insieme con Rosanna Lotti, dirigente del Comune, Simona Rosati, coordinatrice delle attività del comitato provinciale Unicef e Francesca Lombardi, titolare del negozio “Zibibbo”.

E il progetto coinvolge in prima persona la comunità, «che non è chiamata a dare solo servizi di tipo commerciale (gli esercenti, in questo caso) ma offre i propri mezzi e le proprie risorse per mettere a disposizione spazi condivisi e utili al pubblico» - aggiunge Simona Rosati. L'allattamento al seno, come il cambio del pannolino, infatti, non ha orari fissi ed è difficile per le mamme prevedere dove e quando il bambino avrà bisogno di essere allattato o cambiato. «E servizi come questi vengono in aiuto alle mamme che decidano di fare una passeggiata in centro senza l'imprevisto di poppate fuori orario, ma servono anche a rivitalizzare la città, partendo proprio dai suoi abitanti più piccoli» - sottolinea la presidente Abruzzini. E allora, ecco una bella opportunità offerta a tutte le mamme che possono godere e riappropriarsi degli spazi urbani insieme con i loro piccoli, senza curarsi di “timori” legati a pappe fuori orario o a cambi improvvisi di pannolini.

Il comitato Unicef punta ad allargare i servizi di Baby pit-stop in città. Non solo, continua a mantenere alta l'attenzione sui servizi all'infanzia: uno dei progetti in cantiere è “La città amica dei bambini e delle bambine”, contro la pericolosità delle strade, che sarà sviluppato in autunno. Perché tutti i grandi sono stati bambini, e dedicare risorse ed energie all'infanzia è uno dei modi migliori e più efficaci per costruire una cultura condivisa e rinsaldare il tessuto connettivo della propria comunità.

Giulia Stefanini

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