Il dolore
Vecchio ospedale, il futuro ora lo decidono i cittadini
È online un database per raccogliere le proposte e i suggerimenti dei pratesi sulla destinazione dell’area del Misericordia e Dolce dopo lo smantellamento
PRATO. Il Misericordia e Dolce in cerca di un futuro. E di un’idea capace di reinterpretarne la funzione, ora che gli operai hanno cominciato a smantellarne la struttura per trasferire l’ospedale della città a Galciana. Quando non ci saranno più medici e pazienti, quando anche l’ultimo macchinario diagnostico sarà stato portato via, che ne sarà dell’edificio che - nella sua parte più antica - ha servito per sette secoli la città laniera?
La risposta la devono dare le istituzioni, che hanno dimostrato negli anni di avere in proposito opinioni molto diverse tra loro. Ma non potranno prescindere da che cosa ne pensano i cittadini. Ieri da queste pagine l’assessore provinciale al Governo del territorio, Alessio Beltrame, ha lanciato l’idea di far uscire dalle “stanze dei bottoni” la discussione sul futuro del Misericordia e Dolce e di allargarla a tutti i pratesi. Il Tirreno oggi ha raccolto quest’idea e ha deciso, insieme all’assessorato, di fornire uno strumento capace di coinvolgere tutta la città in un dibattito pubblico sull’argomento.
Ne è nato un database: un luogo virtuale in cui aggregare le idee dei cittadini su cosa dovrà sorgere in un’area così strategica per la città. La piattaforma che ospita il dabase si chiama “Ideascale” e consente di caricare la propria idea, votare e commentare quelle degli altri, leggere gli interventi più recenti oppure quelli più popolari, cioè i più votati.
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Uno strumento semplice da usare e utile nel suo scopo. Perché se è necessario scongiurare il rischio di ritrovarsi con un edificio dismesso e abbandonato, trasformato in un ospizio di degrado e criminalità, il fronte dei progetti su cosa farne è estremamente variegato. La Regione vuole recuperare una parte degli investimenti dell’ospedale di Galciana (tra i 20 e i 25 milioni di euro) e ha presentato un progetto per costruire 200 case e negozi. Gli ambientalisti vogliono un parco senza altre funzioni. Il Comune ha proposto un centro di ricerca oncologico e vede di buon occhio il progetto della Regione. La Provincia punta a difendere la funziona pubblica dell'area e pensa a un parco con attività che abbiano a che fare con il lavoro e la creatività.
Ma quale di queste proposte risponde alle esigenze reali della città? Magari nessuna di queste, forse servono altre idee e stimoli che possono arrivare da chi in città ci vive tutti i giorni e perciò ne conosce a fondo le dinamiche, i problemi e le prospettive. Cioè i pratesi, tutti noi che adesso abbiamo un luogo per applicare quel principio secondo cui mille cervelli funzionano meglio di uno solo. E per partecipare alla costruzione del futuro del Misericordia e Dolce, quindi anche del nostro.
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