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Prato

Un premio per Giuseppe Giangrande dalla Provincia di Milano

Un premio per Giuseppe Giangrande dalla Provincia di Milano

A ritirare il riconoscimento la figlia Martina. “Sono contenta, il babbo è contento di ricevere questi premi e lavoriamo su piccoli miglioramenti”

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PRATO. «Protagonista di un gesto eroico che ha commosso l'Italia; simbolo dell'impegno quotidiano dell'Arma dei Carabinieri per la sicurezza dei cittadini e del nostro Paese". Con queste parole il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, e il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dapei, hanno consegnato un riconoscimento a Giuseppe Giangrande, brigadiere dei carabinieri rimasto gravemente ferito davanti a Palazzo Chigi durante l'insediamento del Governo. A ritirare la targa, la figlia Martina.

«Siamo onorati che sia stato accolto il nostro invito - commenta Dapei - Quanto accaduto, e il prezzo che sta pagando Giangrande, colpito mentre faceva il suo dovere, ci hanno sconvolto. Ci auguriamo una pena certa per chi ha commesso questo crimine. Speriamo che questo modesto ma sentito riconoscimento da parte di tutti i cittadini della Grande Milano, contribuisca a far sentire a Giangrande e alla sua famiglia l'affetto di tutti noi".

"E' sempre molto contento di ricevere questi riconoscimenti e io non perdo occasione di fargli vedere tutto quello a cui partecipo in nome suo. Gli porto tutto ed è un po' come una seconda cerimonia", ha detto Martina.

Il riconoscimento è stato consegnato a Palazzo Isimbardi in occasione della Cerimonia per i Militari italiani caduti in Missione di Pace che il Consiglio provinciale organizza da quattro anni nell'anniversario della Battaglia del Check point Pasta (Mogadiscio, 2 luglio 1993), dove morirono tre soldati paracadutisti nell'attacco più grave al contingente italiano da dopoguerra.

"Sono contenta - ha commentato Martina - perché papà inizia a stare un pochino meglio. Lavoriamo sui piccoli miglioramenti e vediamo dove ci portano. E' sempre molto contento di ricevere questi riconoscimenti e io non perdo occasione di fargli vedere tutto quello a cui partecipo in nome suo perché io li ritiro fisicamente ma sono per lui. Gli porto tutto ed è un po' come una seconda cerimonia. E' vigile, cosciente, parla. E' solo una questione di mobilità, ma per il resto papà è cosciente. E' sempre lui. Lo Stato e l'Arma dei carabinieri ci sono stati e continuano ad esserci molto vicini. Speriamo lo saranno anche in futuro».

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