Il Tirreno

Prato

Sopravvivere alla crisi Le librerie ci provano

Le chiusure della Marzocco e del “Castello” hanno lanciato l’allarme ma i librai pratesi contano sul rapporto di fiducia che li lega ai loro clienti

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PRATO. «Era il 1965 quando uscì, in edizione economica Oscar Mondadori, il romanzo di Hernest Hemingway "Addio alle armi": da quel momento la lettura divenne un fenomeno di massa e le 60mila copie stampate andarono esaurite nel giro di un giorno».

Il direttore della Biblioteca Lazzerini, Franco Neri, commenta l'andamento della lettura a Prato, dopo la chiusura ravvicinata di due librerie storiche - Al Castello e la Marzocco - e parte da un fatto che, negli anni passati, ha sdoganato la lettura stessa e avvicinato migliaia di lettori. Se è vero che oggi il modo di leggere è cambiato, con l'avvento degli ebook e con le grandi case editrici diventate colossi che stampano, distribuiscono e vendono, cosa devono fare i librai o gli enti culturali per sopravvivere? Secondo il direttore Neri, «per uscire da questo impasse è importante fare rete e percepirsi come parte di un insieme e non come pezzi isolati».

E la Lazzerini ne è un esempio: «Noi abbiamo attivato relazioni virtuose con le scuole, le librerie decentrate, e l'amministrazione, e i nostri utenti sono sensibilmente aumentati», dichiara Neri. E questa capacità di fare rete è stata premiata: «nei primi cinque mesi del 2013 i frequentatori della biblioteca sono cresciuti del 12% con un numero di prestiti che - in proiezione - si attesterà sui 190mila (rispetto ai 143mila dello scorso anno)».

E allora, in una società caratterizzata dalla precarietà e dalla "liquidità" dei legami, dove tutti siamo chiamati a ripensare abitudini, prospettive e stili di vita, cambia anche il mestiere del libraio? E come? Le librerie tradizionali hanno ampliato l'offerta culturale, coinvolgendo i lettori, e proponendo iniziative che creino partecipazione: aperitivi letterari, reading a tema, dibattiti, possono essere un modo per ripensare il mestiere e rilanciare il settore. Un esempio? La notte bianca della lettura appena trascorsa, "Letti di notte", ha dato ulteriore impulso alla curiosità dei lettori e ha vivacizzato il settore, almeno per una notte. A Prato ha aderito la libreria "Equilibri", 90 metri quadrati di superficie, nata nel 2007 grazie all'intraprendenza di Barbara Fiaschi e Simona Cantini che sono riuscite a fronteggiare le difficoltà di questi tempi: «Certo, la crisi si sente, e questo andamento può essere in parte dovuto all'avvento degli ebook, per la loro comodità e il contenimento delle spese che comportano, visto che in tempi di tagli, le persone tagliano sul superfluo e, quindi, anche sui libri. Per fortuna noi abbiamo una clientela affezionata, a cui ancora piace leggere su carta, e con cui abbiamo intrecciato un rapporto di fiducia e stima», afferma Barbara Cantini. Certo, la sopravvivenza del settore deve anche incrociare altri fortunati fattori, altrimenti non basta, come hanno dimostrato le recenti serrate. Tra i "superstiti" del mestiere, è riuscita a contenere gli effetti negativi della crisi anche la libreria "Giunti al Punto Sopratutto Libri", che mantiene la sua affezionata e variegata clientela composta di giovani, famiglie, adulti.

«E' vero, la crisi si avverte, ma noi non ci lamentiamo. Abbiamo mantenuto uno standard di vendite che rientra nella media». Secondo Marta Baroni, della libreria per ragazzi il Gufo, da trent'anni sul territorio, "per sopravvivere non contano tanto le aperture prolungate o gli sconti concorrenziali (non c'è storia con le grandi catene), quanto puntare sulla qualità del prodotto e offrire servizi all'altezza delle richieste e delle aspettative dei clienti. Quando si entra nelle librerie indipendenti, si cerca anche un rapporto più diretto con chi ti vende un libro, si chiedono consigli, si instaura un confronto che non trovi nelle grandi catene. E ci sono persone nel nostro settore che hanno quella competenza e quella energia necessarie per accogliere il cliente, guidarlo nelle scelte, fidelizzarlo al proprio negozio.

Giulia Stefanini

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