Il Tirreno

Prato

Margherita Hack, prima firmataria della petizione per salvare le volpi

di Azelio Biagioni
Margherita Hack, prima firmataria della petizione per salvare le volpi

L’astrofisica aveva firmato il suo no alla determina che prevede l’uccisione di cento volpi. Controradio: «Le proposte alternative non sono state prese in considerazione»

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PRATO. Poteva la nuova determina dirigenziale della Provincia che prevede l’uccisione di cento volpi (senza l’utilizzo di cani) nel territorio pratese non creare malumori? Sicuramente no. Dalla trasmissione di Controradio “Restiamo animali” arrivano parole piene di amarezza per come si è conclusa la vicenda che sta tenendo banco da un po’ di tempo e che ha scaldato l’opinione pubblica.

Come si possono ignorare oltre 26mila firme raccolte nella petizione on line che abbiamo promosso contro la strage di questi animali? E’ la domanda che si pone Camilla Lattanzi di Controradio. Che ricorda come la prima firmataria della petizione sia stata Margherita Hack.

«Fu proprio la grande astrofisica, da pochi giorni scomparsa, che per prima firmò la petizione contro la caccia in deroga alle volpi – racconta Lattanzi - . Mi spiace che dalla Provincia ora arrivi il via libera affinché si uccidano cento animali. Le proposte alternative non sono state prese in considerazione e si poteva evitare l’uso delle doppiette, farlo in memoria della Hack, un atto di sensibilità nei suoi confronti. Esaudire una delle sue ultime richieste verso la politica. I metodi alternativi all’uccisione ci sono, ma pare che siamo davanti ad un dialogo fra sordi, vista la scelta che è stata fatta. Tra l’altro, non abbiamo ricevuto i dati sul censimento inerente i capi presenti sul territorio che avevamo chiesto ed inoltre non sono state prodotte le prove dei danni che questi animali si dice abbiano creato».

«Saremmo stati più che disponibili ad incontrare nuovamente l’assessore Napolitano – conclude Camilla Lattanzi – insieme a tecnici ed esperti riproponendo i metodi alternativi provati scientificamente. Invece, ci troviamo a commentare una scelta che non ci vede d’accordo, non solo noi ma tante persone ed il numero elevato delle firme della petizione lo dimostra».

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