Sicurezza
Sguardi su Cina e Usa per un Pitti senza ansia
Il 2013 è stato peggiore dell’anno precedente ma i filatori non sono preoccupati Il presidente del Consorzio: «La ripresa ormai è alle porte»
PRATO. L’obiettivo è lasciarsi alle spalle un anno, che sorprendentemente, è andato peggio dell’anno passato. E’ con questo obiettivo, ma senza grandi speranze, che i filatori pratesi parteciperanno in massa alla settantatreesima edizione di Pitti filati in programma da mercoledì alla Fortezza da basso.
«Le premesse - è il commento di Francesco Lucchesi, presidente del Consorzio dei filatori - erano migliori a luglio dell’anno scorso. Venivamo da un anno che, nonostante la crisi, era stato per noi produttori di filato eccezionale. Questo 2013 invece è stato assai peggiore ma la cosa più strana è che per noi è stato inaspettatamente peggiore. Pensavamo di avere un buon periodo davanti. C’era consapevolezza che il mercato europeo e italiano stavano vivendo un periodo difficile ma certo non pensavamo che i nostri mercati di riferimento avessero uno stop come c’è stato».
Non solo gli Stati Uniti hanno calato i consumi dei filati italiani ma anche la Cina. «C’è stata anche una contrazione in Cina che noi non avevamo assolutamente previsto. Sembra che sia dovuto alla politica del nuovo presidente che sta facendo molti controlli sui consumi del ceto medio e questo ha fatto sì che ci sia timore ad acquistare beni di consumo di lusso».
Una contrazione che i filatori vedono, a differenza dei colleghi tessitori, destinata a finire. «Ci aspettiamo che come questa contrazione c’è stata sia destinata a finire. Secondo noi a fine anno ci sarà una ripresa ed è per questo che non siamo preoccupati. Abbiamo affrontato l’argomento in sezione, all’Unione industriale, e abbiamo tutti la stessa idea e anche la stessa difficoltà a interpretare quello che è successo. Ognuno di noi ha parlato con i propri agenti e i propri fornitori ed è emerso che ogni paese ha motivazioni diverse a giustificazione della riduzione dei consumi».
E proprio Pitti filati sarà importante per capire cosa sta succedendo e cosa avverrà in futuro a partire dall’evento organizzato dalle aziende di Prato e di Biella a Shanghai. «Andremo dal 2 al 4 settembre. La prima volta eravamo una manciata di aziende e quest’anno saremo in 22. Abbiamo anche dovuto dire dei no perché abbiamo problemi di spazio e di organizzazione. Si tratta infatti di una iniziativa che facciamo da soli senza nessuno che tira le fila. Una gestione esterna che si occupa di tutto».
Un po’ com’è successo per Feel the Yarn che partita solamente dalle aziende pratesi si è allargata fino a diventare un appuntamento internazionale delle aziende di filati made in Italy.
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