Attenzione
Vernio, è sfida a suon di tortelli con Castiglion de’ Pepoli
Le due squadre si sfideranno preparando quattro diverse portate. Ai vincitori andrà un Paliotto opera del maestro Massimo Santoni
VERNIO. Tutto pronto per la sfida a suon di tortello di patate, prerogativa dell’alta Valle del Bisenzio e del Mugello, che si terrà questa sera, venerdì 31, fra “le tortellaie” di Vernio e quelle di Rasora, frazione del Comune di Castiglione dei Pepoli Le squadre si misureranno in un percorso che prevede quattro portate: il tortello di patate così detto ignudo (senza condimento), il tortello al sugo di carne, il tortello al sugo di funghi ed un condimento a scelta.
L’equipe verniotta, capitanata da Elena Mordini, annovera nelle sue file, oltre all’esperta Elena, Stefania Bonacchi, Mara Gualtieri, Maria Rita Bettini, Maria Di Laudo e Miranda Biagi. I piatti saranno giudicati da una giuria popolare formata da una sessantina di commensali e da una giuria tecnica composta dai sindaci dei due Comuni e da esperti giornalisti; il tutto sarà affidato alla preparatissima conduzione di Marzia Tempestini Morganti. Il paliotto, premio della competizione, è un’opera dipinta dal maestro Massimo Santoni che lo ha realizzato a colori acrilici su un telo di cotone.
Il Palio raffigura il Castello di Vernio e la Rocca di Castiglione dei Pepoli con sopra un leone d’oro. I due edifici, posti su basamenti rocciosi, sono separati da una campagna verde, attraversata da una strada il cui selciato è fatto di tortelli. La strada ha origine da una pentola di coccio rovesciata. L’elemento surrealistico è costituito dal cielo sullo sfondo, che è rappresentato come un sipario semiaperto che si adagia sulla pentola un arcobaleno esce dall’apertura del cielo, a simboleggiare l’amicizia tra le comunità. «Abbiamo aderito volentieri a questa duello gastronomico contro le navigate massaie dell’Appennino emiliano – afferma il Vice Sindaco di Vernio Paolo Lucarini - misurandoci con piacere nell’intento di valorizzare le nostre peculiarità culinarie, le nostre tradizioni, correndo anche qualche rischio, comunque l’obiettivo è sempre quello di far parlare di Vernio, del territorio, della storia e delle nostre memorie».
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