Attenzione
Ma per l’eventuale confisca ci vorrà almeno un altro anno
Il procuratore distrettuale Giuseppe Quattrocchi è troppo ottimista quando annuncia la definitiva confisca di beni per 14 milioni di euro riferibili ai fratelli Terracciano e a persone a loro vicine....
Il procuratore distrettuale Giuseppe Quattrocchi è troppo ottimista quando annuncia la definitiva confisca di beni per 14 milioni di euro riferibili ai fratelli Terracciano e a persone a loro vicine. I decreti del Tribunale di Prato che autorizzano la confisca dei beni, infatti, sono solo il primo di tre gradi di giudizio. Di alcuni di questi (riferiti a Giacomo Terracciano, Paolo Posillico, Michele Di Tommaso, tra gli altri) abbiamo dato notizia nelle scorse settimane. Nel frattempo gli avvocati difensori (Ciappi, Febbo, lo studio Bevacqua) hanno tempestivamente presentato appello e la questione ora pende davanti alla Corte d’appello di Firenze. Ma anche se i giudici dessero ragione al procuratore Quattrocchi, ci sarebbe sempre la Cassazione. Passerà almeno un anno prima che le eventuali confische diventino esecutive. Sarebbe comunque la prima volta che accade in Toscana.
La procedura di prevenzione antimafia, usata in questo caso, a differenza di quella normale, consente alla Procura di ordinare il sequestro, sul quale poi decide il Tribunale. La Procura aveva chiesto il sequestro di beni per 41 milioni, ora ridotti a 14. E in certi casi si tratta di cifre teoriche, perché sono stime di società che non si sa quale valore potranno avere, oppure di cavalli che tre anni fa valevano un tot e ora, comprensibilmente, molto meno. Più facile invece stimare il valore dei numerosi immobili e terreni che sono stati sequestrati ai fratelli Terracciano a Prato e in altre città della regione.
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