Il Tirreno

Prato

Infermieri, geometri e medici in crescita nonostante la crisi

di Pasquale Petrella

Aumentano anche i farmacisti ma molti arrivano dal Sud Tercinod: «Presto apriranno diciannove nuove farmacie»

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PRATO. Infermieri, geometri e medici. Sono queste le tre professioni che interessano di più i giovani pratesi a giudicare le iscrizioni avvenute negli ultimi tre anni nei rispettivi ordini professionali. L’albo degli infermieri è sicuramente quello più numeroso che, dal 2011 al 2013 è passato da 1143 iscritti agli attuali 1209 facendo registrare un + 69 associati. In questo elenco oltre agli infermieri professionali che sono la stragrande maggioranza degli iscritti (1199) ci sono anche gli assistenti sanitari e le vigilatrici d’infanzia che rappresentano la relativa rimanenza nell’albo dell’ordine dell’Ipasvi presieduto da Anna Gervasio. Crescono, nonostante la crisi del settore immobiliare, anche i geometri che da 721 sono arrivati a quota 778 con un boom nel 2011 quando ci sono stati trentanove iscritti in più e una lieve flessione nel 2102 che ha visto registrare “solo” diciotto new entry. Anche i medici non conoscono flessione passando dai 1098 di due anni fa ai 1136 di quest’anno, con una media di diciannove neoiscritti all’anno. Chi invece è più o meno stazionario è l’ordine degli agronomi e forestali. Una professione che attira poco i giovani? «Sì che i giovani sono attratti, nel senso che siamo passati da una media di un iscritto l'anno a 2» dice prontamente il presidente dell’ordine, Luca Mori che fa notare che negli ultimi tre anni si sono registrati anche due cancellazioni, uno per decesso ed il secondo per trasferimento e quindi i nuovi iscritti negli ultimi due anni sono quattro. «Sta crescendo il numero degli iscritti della provincia di Prato ai corsi di agraria – continua il presidente Mori - Ai tempi del mio anno eravamo 7 pratesi e ci laureammo in 5 (2 forestali e 3 agronomi) e adesso le iscrizioni di pratesi al primo anno sono quasi il doppio».

«Caso mai – aggiunge Mori - non tutti i laureati fanno l'esame di Stato e si iscrivono all'ordine; quasi la metà va all'estero: Africa, Asia, Sud America ed Est Europa dove hanno maggiori e gratificanti opportunità di lavoro». E che la media dei nuovi iscritti annuali sia nell’ordine delle poche unità nell’ordine degli agronomi e forestali non rappresenta una novità. «No, il trend è sempre stato questo, caso mai si è modificata nel tempo la netta prevalenza degli agronomi – conclude Mori - Oggi gli agronomi sono meno del 50% dei nuovi iscritti, il resto si divide tra laureati in Scienze Forestali e in Scienze Agrarie tropicali e Subtropicali e laureati iunior (laurea triennale ndr)» In crescita costante anche i farmacisti ma in questo settore il presidente Mario Tercinod svela un piccolo segreto, «Abbiamo una decina di nuovi iscritti all’anno ma molti non sono giovani pratesi, sono neolaureati che arrivano prevalentemente da città del Sud – dice il dottor Tercinod – Arrivano a Prato e si iscrivono al nostro albo con la speranza di poter trovare più facilmente il lavoro». Un sogno? «A oggi credo che fra i nostri iscritti ci siano una trentina di disoccupati - aggiunge il presidente dei farmacisti – Il fatto è che il volume degli affari delle farmacie è enormemente calato. Il costo dei medicinali è fortemente diminuito, faccio l’esempio dell’Aulin che nel tempo è passato da circa venti euro agli attuali 4,40 e di conseguenza quello che resta alla farmacia è diventato ridicolo. Poi c’è stato l’ingresso dei generici che sono a più basso costo e quindi ecco dove nasce la crisi del settore. Molte farmacie stanno riducendo il personale mentre altre si stanno ristrutturando». Ma non c’è solo pessimismo nelle argomentazioni del dottor Tercinod. «A breve dovrebbero aprire quindici nuove farmacie a Prato ed altre quattro negli altri comuni della provincia – dice il presidente dei farmacisti – Questo è l’effetto della legge che ha abbassato da 4500 a 3300 abitanti il limite minimo per poter aprire una nuova farmacia. Queste nuove aperture dovrebbero consentire nuove assunzioni, sempreché quelle già esistenti continuino a mantenere lo stesso personale attuale. Ma ho dei dubbi proprio perché non ci sono più i margini di guadagno di una volta». Tornando all’ordine dei geometri, il presidente Alessandro Pieraccini, è soddisfatto per l’incremento costante degli iscritti con un più 39 nel 2011 e un più 18 associati nel 2012. «Il momento è difficile per tutti ed anche il comparto tecnico non ne è immune – dice Pieraccini – La figura del geometra però è un po’ come quella del medico di famiglia e quindi offre una grossa gamma di servizi. Possiamo dire che la nostra è una figura multidisciplinare per cui se c’è un settore in crisi non è detto che lo siano gli altri e visto che noi ci occupiamo di tabelle millesimali, di pratiche di successione, di ricerche catastali, di impiantistica peritale per il tribunale e di tante altre cose, ci sono ancora dei margini di lavoro. Certo, per i giovani che cominciano la professione è vero che gli spazi sono sempre più ristretti».

Infine il presidente dei geometri parla anche di nuove attività che i suoi associati intraprendono. «Per i geometri c’è una finestra su un orizzonte un po’ più ampio ad esempio rispetto a quello degli ingegneri e degli architetti che sono chiusi in settori abbastanza specialistici – conclude Pieraccini – I nostri associati sconfinano anche in altre professioni. Non sono pochi i geometri ad esempio che hanno aperto un’attività come amministratori di condominio».

Dall’elenco delle professioni mancano i dati degli avvocati che non ci sono pervenuti nonostante le richieste scritte e telefoniche fatte alla relativa segreteria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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