La protesta
Letta al capezzale di Giangrande: «Ho portato il grazie dello Stato»
Il presidente del consiglio nella clinica di Montecatone si è intrattenuto a parlare con il brigadiere in convalescenza. «L’ho trovato con uno spirito forte»
«Ho portato a Giangrande il ringraziamento dello Stato per il suo sacrificio, la vicinanza e il senso di profonda riconoscenza nei suoi confronti. L’ ho trovato con uno spirito forte come sappiamo che è il brigadiere Giangrande». Così il premier Enrico Letta ha parlato della visita fatta, nella struttura di riabilitazione di Montecatone a Imola, al brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande, ferito in una sparatoria davanti a Palazzo Chigi nel giorno del giuramento del Governo.
Letta si è intrattenuto per un po’ a parlare con Giangrande accompagnato da Martina, la figlia del carabiniere, e dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani. Oltre alla «riconoscenza nei confronti suoi e del sacrificio che ha compiuto» Letta ha portato a Giangrande anche «la speranza che possa migliorare. Questa è una delle strutture migliori che possa esserci, continuiamo a sperare».
Già da una decina di giorni Giangrande è in grado di respirare in maniera autonoma senza necessità di ausili tecnologici, di parlare e di alimentarsi per via naturale. Da qualche giorno è stato trasferito nel reparto di terapia sub-intensiva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
