PRATO. Con i suoi 250 metri quadri era la libreria più spaziosa di Prato, almeno fra quelle con l’etichetta di “indipendente”. E ormai ce ne sono rimaste davvero poche, dopo che anche la libreria “Al Castello” aveva tirato i remi in barca mesi fa. Amata da stuoli di bibliofili pratesi per i titoli ed edizioni spesso di nicchia che Fabio ed Elena sapevano consigliare, la “Marzocco” di via Valentini era la location ideale per eventi, incontri e laboratori organizzati al primo piano. Era, perché da oggi la coppia di librai Elena e Fabio incrocia le braccia. Hanno tirato giù il bandone, definitivamente. Non sono loro i titolari, essendo legati da un contratto di associazione in partecipazione a una cooperativa fiorentina, proprietaria della libreria. Due disoccupati in più, un presidio della cultura e del sapere in meno per i pratesi. L’addio ai “marzocchini” era nell’aria da due mesi, incorniciato in un cartello affisso all’entrata. «La libreria Marzocco – si legge – ringrazia tutti coloro che hanno contribuito e sostenuto la sua avventura! E se nei libri sono racchiusi i sogni auguriamo a tutti i Marzocchini che i loro sogni si avverino». Quello della "Marzocco", cuore pulsante del “Prato City”, si è infranto dopo nove anni di attività. «Il momento storico è quello che è. La gente ha meno soldi in tasca e tutto quello che si poteva fare per rimanere in piedi - fa sapere Elena Martini - si è fatto: l’unico rammarico è che viene meno una possibilità per chi vuole leggere a Prato. Questo sono le librerie “indipendenti”. Non supermercati di libri dove il libraio si riduce a fare il cassiere, con la classifica dei libri più venduti in bella vista all’ingresso. La libreria “indipendente” dà una possibilità di pensare e scegliere in più, con proposte di libri che da altre parti non si trovano». L’analisi della libraia si fa lucida sulle cause della chiusura. «Fortunatamente non ci sono debiti ma le spese erano troppo alte rispetto ai guadagni», spiega Elena che tiene a ringraziare lo zoccolo duro della clientela, una buona parte proveniente dall'antistante palazzo dell’Industria. Senza la “Marzocco” questo pezzo di città diventa più desolato. Frugando tra gli scaffali dei libri scontati al 30% (ieri l’ultimo giorno), le testimonianze d’affetto dei clienti si moltiplicano. «Viviamo un’epoca di analfabetismo spirituale», è il commento di Pasquale Matrone, ex docente del liceo Copernico e direttore di diverse riviste letterarie. Maria Lardara |