Finanza
Storie di sangue e possesso
Due donne accoltellate, «segnate per sempre anche nell’anima»
PRATO. E’ Loredana Dragoni, coordinatrice del centro antiviolenza La Nara a raccontare due casi di tentato omicidio su altrettante donne. Due casi esemplari
Il primo riguarda una ragazza molto giovane, di 18 anni, pratese, che abita a Maliseti. «E’stata accoltellata - racconta Dragoni - dopo tre mesi che stava assieme ad un ragazzo molto più grande di lei (31 anni ndr). Si tratta - continua - di una violenza in ambito familiare, perché il ragazzo ha tentato di ucciderla mentre la giovane era a casa sua, nella sua stanza». C’è una discussione. La giovane non è certa di quel che prova per lui. «la ragazza ha semplicemente espresso un disagio - spiega Dragoni - verso alcuni comportamenti che evidentemente giudicava poco consoni. Ha detto: alcune volte sto molto male con te. E lui le ha chiesto: "Mi vuoi lasciare". La ragazza ha risposto: "Non lo so". Non ha detto - continua Dragoni - sì ti voglio lasciare, non voglio più vederti. Ha solo mostrato un momento di difficoltà». «Lui - aggiunge la coordinatrice del centro La Nara - aveva il dovere di parlare, di chiedere, di esprimere qualcosa e invece l'unica cosa che gli è venuta in mente, la prima, è stata quella di andare in cucina, prendere un coltello e mentre lei era riversa sul letto, colpirla alla gola». La ragazza si è salvata per miracolo: il referto ospedaliero parla, infatti, di un colpo arrivato vicinissimo a pochi millimetri, dalla giugulare. «La ragazza - dice Dragoni - l'ha scampata per un pelo».
La seconda storia riguarda sempre un ex fidanzato che non si rassegna a è perdere ciò che giudica una proprietà. «Si tratta - spiega Dragoni - di una giovane che aveva intrapreso un percorso con noi da un anno». «Era riuscito - ricorda la coordinatrice de La Nara - con molta a fatica a lasciare il ragazzo ma continuava ad avere molta paura. Lui che evidentemente non aveva accettato di essere stato lasciato, una mattina è entrato nel bar a Firenze dove la sua ex fidanzata lavorava, l'ha trascinata nel bagno e l'ha accoltellata numerose volte al collo e al volto, provocandole delle ferite molto profonde che ancora si vedono». Per Dragoni: «Che non sia morta si è. La ragazza - conclude - la vediamo ancora e porta i segni nel corpo e nell'anima di quello che ha dovuto subire».
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