Gioco
Sono 90 quelli che si fanno curare al Sert Italiani, qualche albanese, nessun cinese
Sono 90 le persone, quasi tutti uomini, in cura al Servizio per il trattamento del gioco d’azzardo patologico dell’Asl di Prato. Curiosamente nessun cinese (la comunità più appassionata al gioco),...
Sono 90 le persone, quasi tutti uomini, in cura al Servizio per il trattamento del gioco d’azzardo patologico dell’Asl di Prato. Curiosamente nessun cinese (la comunità più appassionata al gioco), mentre si affacciano i primi albanesi. Le cifre sono fornite dalla dottoressa Caterina Uliva del Sert. Nel corso del 2012 i nuovi ingressi sono stati 33 e nei soli primi cinque mesi dell’anno se ne sono aggiunti altri 22, segno che il fenomeno è in crescita e che sempre più persone prendono coscienza del fatto che il gioco d’azzardo può diventare una malattia. L’identikit del malato di gioco è quella del maschio italiano tra i 45 e i 65. «All’inizio c’è l’illusione della vincita facile - spiega la dottoressa Uliva - poi si va a giocare per giocare e le eventuali vincite non vengono portate a casa». Il trattamento del Sert può durare mesi e anni, col supporto di un medico, dell’assistente sociale, dello psicologo e del gruppo di auto-aiuto del Ceis. Una volta al mese c’è una riunione plenaria con giocatori e familiari. (p.n.)
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