Proteste
Poche infrastrutture ma troppa Imu
PRATO. Efficace e incisivo nei contenuti, disinvolto nelle maniere come quando, a un certo punto dell’assemblea annuale, ha fermato il discorso scusandosi con i relatori (il viceministro Carlo...
PRATO. Efficace e incisivo nei contenuti, disinvolto nelle maniere come quando, a un certo punto dell’assemblea annuale, ha fermato il discorso scusandosi con i relatori (il viceministro Carlo Calenda, il presidente del centro Firenze per la moda italiana Stefano Ricci e il direttore centro studi di Confindustria Luca Paolazzi) per aver saltato le presentazioni “ufficiali” di fronte alla platea degli associati di Confindustria (circa 150 persone presenti, tra imprenditori e rappresentanti istituzionali). E’ un Andrea Cavicchi che ha già alle spalle un anno di mandato di presidente dell'Uip, quanto basta per farlo tuonare contro la politica regionale, a suo dire, colpevole di essere carente sul piano delle infrastrutture e contro la tassazione a livello nazionale. E nell’ultimo anno la mannaia del fisco caduta addosso alle piccole imprese ha un nome preciso: Imu. Stando alle rilevazioni dell’ufficio studi dell’Uip pratese, il salasso dell’imposta municipale unica è valso alle imprese pratesi una spesa pari a 23 milioni di euro, a fronte degli 11 ai tempi dell’Ici. Non mancano, secondo Cavicchi, passi incoraggianti fatti a livello nazionale dal governo, complice l’avvio del nuovo esecutivo: «E’ stato da poco approvato il decreto ministeriale che ha modificato la definizione di imprese energivore, in base al quale conterà il costo dell'energia consumata in rapporto al fatturato aziendale, oltre allo sblocco dei pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione alle imprese creditrici». Il richiamo all’importanza dell’industria manifatturiera è stato centrale nell’intervento di Cavicchi. «L’obiettivo ambizioso è di riportare al 20% il contributo dell’industria al Pil italiano entro il 2020». (m.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
