Il Tirreno

Prato

L'orto a misura di bambino, inaugurazione nella scuola Salvo D'Acquisto di Tavola

Francesca Cioccoloni
L'orto a misura di bambino, inaugurazione nella scuola Salvo D'Acquisto di Tavola

Le verdure coltivate andranno ad integrare l'alimentazione dei bambini. Il progetto nasce panche per educare i più piccoli ad un'alimentazione migliore

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PRATO. Nella mattinata di lunedì si è svolta una grande festa di inaugurazione per l'orto scolastico della scuola primaria Salvo D'Acquisto di Tavola. I bambini delle classi seconde e terze e i loro insegnanti hanno partecipato al progetto con impegno ed entusiasmo, grazie anche all'aiuto dei nonni Roberto e Franco.

Tra zucchine, insalata e fragole, i giovani contadini hanno stabilito un rapporto nuovo con le verdure, solitamente poco apprezzate a tavola. «Abbiamo scelto questo progetto didattico perché nell'orto si vede nascere, crescere, fiorire e maturare ciò che curiamo, di conseguenza quel prodotto acquista un significato e un valore maggiore», rispondono le maestre e i maestri che hanno dato vita al progetto, curando l'orto bel oltre l'obbligo didattico.

«Ho creduto molto in questo progetto, soprattutto nella valenza formativa che può avere per i bambini vedere nascere e crescere le verdure – afferma la dirigente scolastica Claudia del Pace -. Imparare qualcosa fuori dal contesto puramente istruttivo per sviluppare delle competenze pratiche ha rappresentato una bella sfida; il risultato stupisce anche me!» «Nonostante il tempo poco clemente infatti, l'orto allestito si è dimostrato all'altezza delle aspettative – prosegue la dirigente -, e sta già dando i suoi frutti. I bambini poi si sono divertiti tantissimo, c'è stata tanta partecipazione anche da parte delle famiglie. Sono molto soddisfatta dal risultato finale». «La città di Prato ha un'esperienza notevole in orti scolastici – aggiunge la presidente della circoscrizione sud Luisa Peris -, questa esperienza rimanda al concetto di scuola-laboratorio, i bambini imparano attraverso il fare, hanno un contatto con la natura che fa loro apprendere le scienze in maniera diversa dal solito, ma anche il rispetto per l'ambiente e l'importanza delle piante; soprattutto migliora il rapporto che hanno con le verdure, imparando così a mangiare meglio. L'orto a Tavola ha un significato più forte che altrove perché proprio questa zona un tempo era l'orto della città intera».

Molto soddisfatto anche il presidente del Centro Educazione del Gusto, Alessandro Venturi, che ha visto crescere in pochi anni il numero delle scuole aderenti al progetto: «Le scuole sono diventate da cinque a quattordici in tre anni e c'è una richiesta continua; in qualità di presidente non posso che esserne soddisfatto».

La valenza fondamentale del progetto è quella di educare i bambini ad un'alimentazione migliore, allontanandoli da abitudini alimentari sbagliate e che purtroppo stanno prendendo piede sempre più, considerando così le verdure con occhi diversi. Lo sanno bene non solo l'assessore alla pubblica istruzione del comune di Prato, Rita Pieri, molto orgogliosa del progetto portato avanti dalle scuole, ma anche Sayoko e Hiromi, ricercatrici giapponesi presenti all'evento, che hanno scelto esclusivamente l'Italia per raccogliere idee e ispirazioni utili a sconfiggere l'abitudine al cibo spazzatura diffusasi troppo velocemente nel loro paese: «Abbiamo iniziato un progetto alimentare ad Hokkaido e siamo venute in Italia per imparare – dicono entusiaste -, scegliendo questo paese perché è all'avanguardia nel mondo per iniziative di questo tipo. Vorremmo fare la stessa cosa in Giappone, ad Hokkaido una località del nord con un clima molto simile al vostro».

Il progetto degli orti scolastici proseguirà negli anni e, come avviene già in scuole che lo fanno da più tempo, anche alla Salvo D'Acquisto le verdure coltivate andranno ad integrare l'alimentazione dei bambini: «Nelle scuole è già attivo un programma che consente ai bambini di mangiare le verdure da loro coltivate – conclude la responsabile delle mense scolastiche Paola Nizzi -. I progetti hanno infatti continuità nel tempo, le scuole che possiedono un orto da più anni già consumano regolarmente ortaggi e frutta che vengono trasportati ai centri di cottura per essere preparati al consumo, quindi riportati alla mensa scolastica dove tutti i bambini hanno la possibilità così di mangiare il frutto del loro lavoro».

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