Gioco
Violenza sulle donne: a Prato un caso al giorno
Parte la campagna della Cgil per la raccolta fondi che andranno a sostenere le donne più bisognose. Dragoni, del centro antivolenza La Nara: “Molte scappano di casa e arrivano da noi anche in pigiama. Non hanno più nulla”
PRATO. Donne maltrattate, donne violentate, donne nell'abisso. Tante sempre in aumento: 233 nel 2012 hanno chiesto aiuto al centro la Nara di Prato che si occupa della tutela e del reinserimento delle donne che hanno subito violenza, altrettante (240) si sono rivolte al "Soccorso rosa" il servizio della Asl al pronto soccorso dell'ospedale Misericordia e Dolce. Complessivamente, dunque (esclusi i 33 casi che hanno coinvolto entrambe le strutture), sono state 440, più di una al giorno, le donne (il 70per cento italiane, il 30 straniere) che hanno avuto necessità di sostegno: spicologico, economico, di tutele personale. E il 2013 porta con sé numeri ancora più pesanti: sono 114 le donne che nei primi cinque mesi dell'anno hanno chiesto aiuto al centro la Nara, tre solo ieri, (lunedì 27 maggio).
"C'è una maggiore consapevolezza - spiega Loredana Dragoni, coordinatrice del centro pratese contro la violenza sulle donne attivo da 17 anni e in rete con altre 70 strutture simili in tutta Italia - anche per questo il numero delle richieste di aiuti è in fortissima crescita. Il fatto è - continua - che arrivano donne, spesso con figli piccoli, che non hanno più nulla. Si presentano addirittura in pigiama perché escono dall'ospedale o fuggono di casa di notte".
Diversi i percorsi di aiuto: "Dall'assistenza psicologica - continua Dragoni - alla tutela legale, fino al ricovero in una struttura protetta, una casa-rifugio in una località segreta qui a Prato, con otto camere, di solito tutte occupate". E le spese sono a carico dell'associazione. Comune e Provincia fanno la loro parte e contribuiscono con 129mila euro l'anno il primo, 20mila la seconda. "Ma non bastano - prosegue Dragoni - ci sarebbe la necessità di piani strutturati a livello nazionale o regionale che invece mancano". A livello istituzionale la voce delle "donne maltrattate" è nel grande mare delle "fasce deboli" assieme ai poveri e al disagio.
Anche per questo la Cgil donne e la Cgil Spi sta per iniziare una campagna di raccolta fondi. "Vogliamo fare qualcosa di concreto - spiegano Nora Toccafondi, responsabile del coordinamento donne Cgil e Manuele Parigi, segretaria Spi Cgil - perché ci rendiamo conto che per aiutare le donne a recuperare vita e dignità devono poter contare anche su un sostegno economico". La raccolta avverrà nelle sedi Cgil, agli sportelli e attraverso un conto corrente aperto su Banca prossima. Questo l'Iban: IT39 E033 5901 6001 0000 0074 636 intestato a Alice Cooperativa sociale onlus-Centro antiviolenza La Nara. Causale: Campagna "Ricomincio da te".I soldi arriveranno - attraverso la cooperativa Alice e il Centro La nara - direttamente alle donne che più ne hanno necessità.
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