Sicurezza
«Che gioia, credevo di restare sotto il 50%»
POGGIO A CAIANO. Nemmeno il sindaco uscente pensava di ottenere un risultato come questo, sia perchè i suoi sfidanti erano ben quattro, sia per la bassa affluenza alle urne. «Sono felicissimo. Non...
POGGIO A CAIANO. Nemmeno il sindaco uscente pensava di ottenere un risultato come questo, sia perchè i suoi sfidanti erano ben quattro, sia per la bassa affluenza alle urne. «Sono felicissimo. Non pensavo di superare il 50% dei voti – afferma Martini - Un successo di tutti e per me il riconoscimento che il lavoro fatto in questi cinque anni è stato apprezzato. Un incoraggiamento a proseguire su questa strada. Il secondo mandato è sempre più difficile. Al primo raccoglievo il testimone di chi mi aveva preceduto. Ora invece gli elettori hanno giudicato il mio operato. La nostra è stata una squadra con tanti giovani pronti a mettersi in gioco. Abbiamo dato prova di credibilità e di buon governo. E' stato un successo strepitoso nonostante una campagna elettorale non sempre corretta». Martini ha atteso il responso delle urne al circolo Arci Becagli. Al suo fianco Antonio Castellano e Antonio Marra, assessori della giunta uscente. Dai seggi arrivano notizie confortanti e la tensione si scioglie minuto dopo minuto. Il vento della vittoria arriva fino a Carmignano quando ancora mancano metà delle sezioni. Il suo vicesindaco, Fabrizio Buricchi, è uno dei primi ad arrivare per congratularsi con Martini. Poi tutti gli altri. Grande assente la segretaria provinciale del Pd Ilaria Bugetti, ma a spoglio concluso telefona a Martini per congratularsi a nome di tutto il partito. Quando il segretario locale del Pd, Francesco Puggelli, impegnato ai seggi, fa ingresso al circolo e va dritto ad abbracciare Martini, qualsiasi margine di incertezza viene spazzato via: «E' stata una battaglia dura – commenta Puggelli – ma l'abbiamo affrontata con grinta e sempre in mezzo alla gente che ha capito la credibilità delle persone e delle proposte. Abbiamo preso voti anche dove il centrodestra era avanti a noi e non abbiamo ceduto ai tentativi di avvelenare la campagna elettorale». (e.b.)
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