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Attucci: «Non è colpa mia». M5S escluso

PRATO. Dania Galeotti, la grillina, può lamentare di non essere entrata in consiglio comunale. Con l'8% dei voti totalizzati dal M5S in quel di Poggio non ha diritto a nessuno dei tre seggi riservati...

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PRATO. Dania Galeotti, la grillina, può lamentare di non essere entrata in consiglio comunale. Con l'8% dei voti totalizzati dal M5S in quel di Poggio non ha diritto a nessuno dei tre seggi riservati dalla legge elettorale alle forze di minoranza.

«Sono delusa - dice - comunque queste elezioni non sono state abbastanza pubblicizzate. Molti non sapevano del voto». Ma la vera sconfitta è ricaduta su un'altra donna, Cristina Attucci, consigliera provinciale del Pdl e infilata in questa tornata nella lista Riviviamo il Poggio a vocazione civica. Votata da meno di un poggese su tre (record storico negativo del centrodestra ufficiale in un Comune che non ha certo la fama di essere rosso) non ha neppure l'attenuante della grillina, di aver fatto un mese di campagna elettorale appena. Il comitato fin dallo scorso autunno ha costruito la sua candidatura fuori dalle appartenenze partitiche, dopo aver maturato l'esperienza da principale consigliera comunale dell'opposizione.

«Colpa dell'astensionismo» si giustifica, rintuzzando ogni responsabilità personale dell'ecatombe elettorale. A chi le fa presente che mezzo Pdl le si è rivoltato contro con largo anticipo e che il suo nome ha diviso in tre tronconi l'area dei moderati di fronte alle telecamere fa spallucce: «Il mio nome è stato fatto dal comitato e questo risultato non è da attribuire al frazionamento, anche se su questo ci sarà da riflettere in futuro. Il fattore fondamentale è stato l'astensionismo. In queste proporzioni non si era mai visto. Pensavamo potesse penalizzare il sindaco, invece ha colpito noi». E un suo mancato assessore, Fontani, si addentra in una prima analisi del non voto: «La sinistra sa aggregare meglio i suoi voti, con un'affluenza del 75% ce la saremmo giocata». Non la pensano così gli altri due tronconi, l'Udc e la "destra radicale" di Pirronello del Poggio che Vorrei. Per il centrista Massimo Conti è stata bocciata la politica dei veti del comitato Attucci: «Chi ha smembrato il centrodestra e predicato il voto utile è stato sconfitto». Per vincere fra 5 anni l'ex missino Pirronello propone di ribaltare lo schema: «Abbiamo piantato con una lista fatta di giovani il seme per l'alternativa. Il prossimo candidato sindaco non potrà essere come l'Attucci, non tanto per la persona. Piuttosto per l'imposizione del suo nome». Neppure il sindaco Martini ha a suo avviso una navigazione tranquilla di fronte a sé: «Tenuto conto di chi non ha votato è stato scelto appena da un terzo degli elettori. Per lui saranno anni difficili». Mentre l'ex coordinatore di Poggio del Pdl, Pietro Verdiani - al seggio ieri pomeriggio con un sorriso sgargiante - convoca per mercoledì sera una cena col senatore Riccardo Mazzoni, Giorgio Silli, Fulvio Ponzuoli: si preannuncia un banchetto sulle spoglie politiche di Cristina Attucci: «Queste elezioni sono la sua fine, che aspettavamo. La sua candidatura era gradita solo a Matteoli e Verdini».

Carlandrea Poli

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