Il Tirreno

Prato

«Lascio un’Asl in buona salute»

di Alessandra Agrati
«Lascio un’Asl in buona salute»

Il direttore generale Cravedi saluta la città alla fine del suo lungo mandato durato otto anni

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PRATO. «Sono stati otto anni intensi e complessi, ma anche di passione che mi hanno portato ad amare questa città generosa e capace di fare squadra». Bruno Cravedi lascia il suo incarico di direttore generale e per ora si dedicherà, come volontario, a seguire l'organizzazione dei mondiali di ciclismo, poi rifletterà sulle proposte che gli sono arrivate.

Intanto traccia un bilancio del suo mandato evidenziando anche il ruolo di volano dell' Asl4, non solo dal punto di vista occupazionale (fra indotto e dipendenti sono 4000 le famiglie legate all'azienda sanitaria), ma anche per le opere pubbliche costruite che a loro volta hanno contribuito a creare ulteriori posti di lavoro.

«Oltre alla realizzazione del nuovo ospedale – ha ricordato – abbiamo costruito il centro Giovannini, la struttura di via Lavorane, l'hospice, contribuendo ad alzare il Pil della città». Ovviamente l'attività principale è stata quella sanitaria. «Abbiamo garantito – spiega con orgoglio – un' assistenza gratuita a tutti e siamo riusciti ad innalzare la qualità dei servizi; negli ultimi dieci anni abbiamo abbassato la soglia della mortalità infantile e quella per malattie cardiache, ma soprattutto siamo stati un laboratorio sperimentale da cui sono nate tante iniziative». Il riferimento è al polo oncologico, al potenziamento dell'oculistica, alla realizzazione del reparto di radioterapia e di reumatologia e alle risorse dedicate alla ricerca.

«Non sarebbe stato un nostro compito – precisa – ma abbiamo creduto in questa potenzialità presentando otto progetti al ministero della salute e dando gambe a quarantaquattro sperimentazioni cliniche che sono ancora in corso». Altro fiore all' occhiello della gestione Cravedi è stato il bilancio, chiuso in pareggio e talvolta in attivo. «Per scelta non ho mai voluto fare interventi a gamba tesa tagliando a priori, ho voluto invece, sempre sentire i sanitari per capire dove era possibile migliorare e diventare più efficienti. Una politica che ha pagato».

Negli ultimi otto anni sono anche stati stabilizzati 120 precari e 30 medici, tanto che oggi l'età media del personale in alcuni reparti è di 40 anni. L'azienda è stata una delle prime ad aderire e a realizzare la certificazione di bilancio, un processo che ha coinvolto tutti creando una nuova tipologia di lavoro. Gli ultimi sei mesi di mandato sono stati per il direttore generale intensi e stancanti. «Ho dovuto colmare il vuoto creato nell area vasta da quando Maroni è stato nominato assessore, mi sono fatto carico della situazione di Pistoia e di coordinare la costruzione dei quattro ospedali. Mi auguro che ora all'Asl 4 venga anche riconosciuto il ruolo di capofila nell' organizzazione del sistema». In tante luci un' ombra; si poteva accelerare il processo di riorganizzazione dei servizi sul territorio: «L' 82% dei medici di medicina generale era già organizzato, quindi si sarebbe potuto spingere maggiormente verso la costituzione delle associazioni funzionali territoriali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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