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In comodato, perché l’arte contemporanea è meglio di un fondo lasciato sfitto

In comodato, perché l’arte contemporanea è meglio di un fondo lasciato sfitto

Quel fondo vuoto da tempo era brutto a vedersi. Tessera di un mosaico che, in via San Giorgio, è caratterizzato dalla presenza di tante attività etniche. Per il loro locale di 60 metri quadri i...

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Quel fondo vuoto da tempo era brutto a vedersi. Tessera di un mosaico che, in via San Giorgio, è caratterizzato dalla presenza di tante attività etniche. Per il loro locale di 60 metri quadri i Macherelli, i proprietari appassionati di design, hanno trovato gli inquilini giusti. Che però non pagheranno l’affitto grazie alla formula del comodato d’uso gratuito per due anni. E così in via San Giorgio 9 spunterà presto un'altra galleria, non lontano dal Centro studi arti visive al Canto alle tre gore. «I proprietari sono persone sensibili e hanno fatto una scelta controcorrente pur di non lasciare il fondo sfitto», fanno sapere gli architetti Luca Gambacorti e Francesca Doni, fondatori della galleria Lato in piazza San Marco e ora anche del nuovo spazio in via San Giorgio. L'inaugurazione è in programma per il 6 giugno e la galleria si chiamerà “Moo” (Mud Object Oriented): avrà tutte le caratteristiche di un vero e proprio atelier aperto ogni pomeriggio, con gli artisti a disposizione in sede per tre volte alla settimana (m.l.)

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