Sicurezza
Varvarito, nuovo incontro in Prefettura
Alta tensione su tempi e modi del trasferimento perché la proroga scade il 30 giugno
PRATO. La tensione sulla Varvarito non si abbassa. Tanto che ieri il prefetto Maria Guja Federico ha nuovamente convocato i titolari dell’impresa di frantumazione di inerti per capire tempi e modi del trasferimento dell’azienda nell’appezzamento a Viaccia. Riunione che è stata riconvocata per martedì prossimo ma alla presenza di tutte le parti: sindacati e istituzioni comprese.
Per salvare impresa e operai della Varvarito, oltre un centinaio, l’incastro dei tempi è fondamentale: la proroga della concessione della Provincia per la permanenza dell’azienda nell’attuale sede in via Tourcoing, scade il 30 giugno. Il bando per l’acquisizione della nuova area in via delle Lame a Viaccia è già stato pubblicato dal Comune ma per fare sì che una nuova proroga possa scattare - come ha promesso la Provincia - la società deve acquisire l’area prima della scadenza dell’attuale. E di certezze ce ne sono poche.
Tempi stretti, procedure farraginose, tanti punti interrogativi.
Tutti quelli emersi anche nell’assemblea pubblica dell’altra sera a Viaccia, nella quale il sindaco Roberto Cenni ha dovuto rispondere al fuoco di fila delle domande di almeno 500 cittadini anche con momenti di tensione. Cenni ha promesso indagini ambientali per capire il grado di inquinamento provocato della ditta di trasformazione di inerti, ha ribadito la disponibilità all’infrastrutturazione dell’area, senza però convincere la platea. «Si tratta - commenta Massimo Carlesi, capogruppo Pd in consiglio comunale - di interventi certamente necessari ma che potrebbero risultare fuori tempo massimo perché le decisioni sulla Varvarito devono essere prese in poche settimane».
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