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Prato

Harlem Shake a Prato, fioccano le critiche. Voi cosa ne pensate?

di Valentina Ceccatelli
Harlem Shake a Prato, fioccano le critiche. Voi cosa ne pensate?

Alcuni pratesi esperti d’arte e culture giovanili criticano la danza scatenata organizzata domenica davanti al Duomo che richiamerà tantissimi ragazzi

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PRATO. L'appuntamento è per domenica 26 alle 16 in piazza Duomo a Prato, per quello che si candida a essere il più grande Harlem Shake d'Italia. Abbiamo sentito alcuni giovani pratesi esperti di arte e culture giovanili che hanno espresso un giudizio molto critico. Qui sotto le loro opinioni. Voi invece che cosa ne pensate?

Il primo video Harlem Shake

«Non parteciperò, non avrò tempo per una cosa del genere - dice Andrea Biagioni, giornalista e autore teatrale: suo è il testo di In my defence, spettacolo su Freddie Mercury andato in scena giovedì scorso - sicuramente qualcuno che si diverte ci sarà, e non c'è niente di male, ma è un evento che lascia il tempo che trova: che si faccia o non si faccia non si perde niente».

«Si può fare tranquillamente - spiega Lorenzo Tempestini, giornalista musicofilo di Pratosfera - ma il mio dubbio è un altro: finalmente l'Harlem Shake stava iniziando a sparire da Facebook e noi a Prato facciamo la sua edizione più grande d'Italia. Che si organizzi e venga fatto, non c'è nessun problema: è comunque un motivo per ritrovarsi. Non ne sentivo il bisogno, ma ne ho viste succedere di peggio. Il fatto che il consorzio Prato faccia parte dell'organizzazione mi fa pensare: che non si venga a dire che questa iniziativa punta a rivitalizzare centro e negozi, magari rivitalizzerà un pomeriggio».

«Onestamente non ho mai visto un Harlem Shake - dice Filippo Bardazzi, presidente dell'associazione fotografica Blitz e curatore della rassegna cinematografica Mabuse al cinema Borsi ma mi sono fatto spiegare cos'è mi pare uno di quei classici tormentoni nati sul web. Mi pare svilente che per radunare i giovani pratesi serva una cosa del genere, soprattutto se si lavora per creare appuntamenti culturali tutti i giorni. Per chi cerca di organizzare cose come mostre, rassegne cinematografiche o incontri con grandi fotografi è un po' demoralizzante vedere come i suoi sforzi siano meno sostenuti di un Harlem Shake in piazza Duomo, ma probabilmente succede perchè i giovani sono più interessati a quello».

«È una cretinata, ma le cretinate vanno - dice Mirko Ciardi, che da 6 anni conduce Nonsolometalshow su RadioGas, emittente pratese libera sul web - onestamente solo a pensarci mi viene da ridere: il fatto è che quando si parla di cretinate la gente si butta a pesce. Quando dico cretinate non intendo necessariamente qualcosa di negativo: sarà sicuramente divertente da vedere. È una cosa che mi pare frutto di una discreta lobotomia totale, ma chissà, magari fra 20 anni sarà vista come un'avanguardia dell'inizio degli anni 2000».

L'Harlem Shake nel pub

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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