Sicurezza
La Federcaccia critica lo stop deciso dalla Provincia
PRATO. Dopo lo stop alla caccia alla volpe deciso dalla Provincia, arriva una nota molto critica di Federcaccia, che spiega che la pratica dell’abbattimento delle volpi nella tana non è mai stata...
PRATO. Dopo lo stop alla caccia alla volpe deciso dalla Provincia, arriva una nota molto critica di Federcaccia, che spiega che la pratica dell’abbattimento delle volpi nella tana non è mai stata usata in provincia di Prato e tira le orecchie all’amministrazione provinciale, colpevole - secondo l’associazione dei cacciatori - di dare ascolto “ad attori e cantanti” anziché al massimo istituto ministeriale in materia, cioè l’Ispra.
Comunque c’è intanto una buona notizia: anche Federcaccia conferma che «i tre abbattimenti effettuati non sono stati eseguiti in tana con l'utilizzo di cani» e che «tale forma di abbattimento non è mai stata effettuata nella nostra provincia». Proprio contro la pratica crudele degli abbattimenti nella tana si era scagliata l’ira di Wwf e “Restiamo animali - ControRadio”, che con una petizione sottoscritta anche da Margherita Hack e Licia Colò, avevano chiesto di poter discutere le modalità di controllo della popolazione delle volpi sul territorio. Immediato l’intervento dell’assessore provinciale Antonio Napolitano, che ha impugnato la determina dirigenziale che autorizzava gli abbattimenti e l’ha sospesa, convocando contestualmente la Consulta della caccia.
La Federcaccia, in particolare, puntualizza nel comunicato che «l’autorizzazione è frutto di un lavoro che tramite censimenti e indicazione del massimo Istituto Ministeriale (Ispra) in tema di ricerca scientifica sulla fauna selvatica, ha autorizzato determinando di fatto tempi, modi e quantità. Il tutto mirato alla gestione faunistica dei nostri territori attraverso la quale tutte le specie, nessuna esclusa, sono tutelate e controllate in maniera che queste possano essere numericamente tali da non costituire pericolo per l'ecosistema».
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