Il Tirreno

Prato

«Insufficienti le cure intermedie»

 «Insufficienti le cure intermedie»

Nuovo ospedale, l’assessore Mondanelli: «I posti nelle strutture territoriali post degenza devono salire a ottanta»

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PRATO. Nuovo ospedale, il giorno dopo: quello delle polemiche. Non tanto sulla struttura in sè quanto sul sistema di cura che ribalta completamente l’attuale concezione: dal ricovero si passa all’efficacia degli interventi. Il Nuovo ospedale di Prato, questo il nome dato al complesso dato dall’attuale direttore generale Bruno Cravedi, che a breve passerà il testimone al suo successore Edoardo Majno, sarà per acuti: minor tempo di ricovero possibile, contro però un sistema di interventi concentrato e mirato. «Quello che si porrà con forza - spiega l’assessore al Sociale e sanità del Comune Dante Mondanelli - è il problema dell’assistenza post degenza». Per Mondanelli non è vero che Nuovo ospedale e Misericordia e Dolce abbiamo lo stesso numero di posti letto. «Non è così - spiega per un semplice motivo: perché nell’ospedale attuale c’è la possibilità di implementare il numero di letti ogni volta scatti la necessità. Inoltre che non siamo sufficienti lo dice un dato numerico - continua - il rapporto tra posti letto e numero di abitanti della città». L’assessore al Sociale archivia però la battaglia sull’accoglienza «che ho capito - dice - non mi porta da nessuna parte», per aprire un altro fronte: quello delle cure intermedie, ovvero l’assistenza post ospedaliera che dovrà essere garantita in strutture sul territorio. «Quello che conta adesso - afferma - è capire se le persone che vengono dimesse rapidamente dall'ospedale per acuti, vengono poi curate adeguatamente». I 12 posti inaugurati nella ex palazzina degli infettivi nell’area del Misericordia e Dolce che in prospettiva, quando il servizio sarà a regime, saliranno a 36, per Mondanelli «non sono e non saranno assolutamente sufficienti». «Intanto - dice - siamo arrivati tardi. Sono due anni e mezzo - prosegue - che il Comune aveva proposto questo modello che non può non essere definito sperimentale. Per i cittadini - continua - però si tratta di una cosa comunque molto importante». Per l’assessore, infatti, il numero di persone, soprattutto anziane che non potendo restare in ospedale avrà comunque necessità di assistenza in una struttura sanitaria, è costantemente in aumento. «Noi - prosegue Mondanelli - faremo di tutto perché nei prossimi mesi i posti per le cure intermedie crescano fino a diventare almeno 60 se non 80 per tutta l'area e con caratteristiche - precisa - che dovranno mantenersi sanitarie anche se a un livello più basso rispetto a quello dell’ospedale».

E’ invece il presidente della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca a parlare di grevi ritardi del Comue sul fronte delle infrastrutture: «Non si potrà accedere al nuovo ospedale - scrive - perchè non termineranno in tempo i lavori di viabilità; il Comune non ha ancora riaperto il sottopasso di via Ciulli che sarà indispensabile per raggiungere il complesso e in più - conclude - manca il trasporto pubblico». (c.o.)

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