Il Tirreno

Prato

Varvarito, si apre uno spiraglio

Il sindaco ha acconsentito al comitato di Viaccia di proporre osservazioni

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PRATO. Che la serata era molto attesa dagli abitanti di Viaccia lo si vedeva dall'alto numero di presenti che hanno affollato la parrocchia della Santissima Trinità: alle 20.15, ora prevista per l'inizio dell'assemblea, c'erano già persone in piedi in fondo alla sale. Naturalmente l'intervento più atteso era quello del sindaco Roberto Cenni, al quale il Coordinamento Cittadini per Viaccia voleva chiedere le motivazioni per cui l'amministrazione comunale pratese ha deciso di destinare alla Varvarito il terreno di via delle Lame. Il sindaco Roberto Cenni ha risposto alle preoccupazioni dei cittadini per la quantità di polveri che andrebbero a finire nell'aria, arrivando alle abitazioni.

«Il diritto alla salute deve essere garantito - ha dichiarato il sindaco di Prato - È evidente che ogni attività abbia determinati requisiti di legge, che vengono controllati da organi ufficiali che si assumono la responsabilità delle autorizzazioni che concedono». Questa rassicurazione però non basta: gli abitanti di Viaccia sono preoccupati per l'aumento del traffico nella zona (si parla infatti di un transito di 240 camion al giorno), per la svalutazione delle case, per le polveri derivanti dall'attività di lavorazione degli inerti, e più volte esprimono tale preoccupazione rumoreggiando. «Io sospenderei il bando in corso - interviene Giovanni Mosca, presidente della Circoscrizione Ovest - per fare prima una valutazione di impatto ambientale sia sul terreno di via delle Lame che sull'altra opzione venuta fuori di recente, a Ponte alle Vanne». Mosca si riferisce infatti alla lettera che l'immobiliare Viaccori ha inviato alcuni giorni fa all'amministrazione di Prato, offrendo un altro terreno per ospitare la Varvarito (che non si trova vicino a un centro abitato). L'assemblea (alla quale hanno partecipato più di 500 persone) è comunque riuscita a strappare qualcosa all'amministrazione pratese, per la soddisfazione del coordinamento. «Siamo soddisfatti - spiega infatti uno dei membri, Riccardo Settesoldi - perché non ci aspettavamo una tale partecipazione da parte dei cittadini. Abbiamo ottenuto, da parte del sindaco, l'apertura dello strumento partecipativo. Questo significa che potremo prendere contatto con i tecnici del Comune e fare osservazioni chiedendo anche di poter accedere agli atti ufficiali».

Stella Mattioli

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