Lutto
Una “magia” finanziaria per acquistare le Cascine di Tavola
Mancano 10, 12 milioni di euro per l’investimento del Comune, ma l’operazione è imbrigliata soprattutto nel laccio della spending review. Sulla strada dell’acquisto potrebbe rendersi necessario un tandem con la Regione
Fra il Comune di Prato e il “sogno” di rientrare in possesso della fattoria medicea delle Cascine di Tavola mancano 10, forse 12 milioni di euro. Questo potrebbe essere il valore – in attesa della perizia del tribunale – secondo quanto riferito in commissione ambiente e cultura dal vice-sindaco Goffredo Borchi.
In seguito al fallimento della gestione privata e l'asta che si aprirà, questo pezzo di storia e di natura pratese potrebbe tornare in mani pubbliche. Prima l'amministrazione deve risolvere due problemi di non poco conto: il reperimento delle risorse, falciate nel 2013 dai minori trasferimenti e pure dall'incognita dell'abolizione dell'Imu e, soprattutto, un paletto invalicabile della spending review. In effetti se l'ostacolo finanziario è gravoso, ma non insormontabile, lo è ancora di più la disposizione del decreto Monti sul contenimento della spesa pubblica, che vieta per l'anno in corso ai Comuni di acquistare a titolo oneroso degli immobili. Ovvero, a legislazione vigente potrebbe arrivare anche un maxistanziamento per l'acquisto della fattoria medicea ma i fondi resterebbero congelati. Un potenziale vicolo cieco.
Tuttavia, anche la situazione ideale per architettare un'ingegnosa “alchimia” come la definisce il vice-sindaco: «La Regione potrebbe decidere di accollarsi l'operazione di acquisto per poi girare la fattoria al Comune nella prospettiva magari di un investimento cofinanziato a livello europeo. Noi ci faremmo carico degli oneri per la ristrutturazione».
Con 20mila metri quadri a disposizione l'ambizione della giunta comunale sarebbe di dar vita a un centro agroalimentare con circa 500 stand fissi e la possibilità di creare molti posti di lavoro. Secondo Borchi il problema – una volta smistato a Rossi – tornerebbe a essere di tipo finanziario, perché la disponibilità politica della Regione parrebbe esserci. Del resto, da Firenze arrivano i primi 900mila euro per le Cascine destinate a un altro vecchio “pallino” del sindaco Cenni: l'allagamento dei canali per riportarli ai fasti dell'età di Lorenzo Il Magnifico.
In un'ottica turistica e di creazione di un sistema di parchi va anche il bando recentemente pubblicato e con scadenza 3 giugno per l'affido della casa del Caciaio. Il vincitore della gara potrà fruire degli spazi per svolgere attività didattiche, di promozione e di comunicazione dei prodotti alimentari. In cambio l'ente gli chiederà di completare il restauro (dall'intonaco fino alla pavimentazione) per circa 182.000 euro.
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