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Prato

La Provincia fa dietrofront: stop alla caccia alla volpe

La Provincia fa dietrofront: stop alla caccia alla volpe

È bastato puntare il dito contro la determina dirigenziale che prevede l’abbattimento in tana per decretarne la sospensione. L’assessore: «Sono totalmente contrario»

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Stop alla caccia alla volpe, la provincia di Prato al primo accenno di polemiche sospende la determina dirigenziale con cui lo scorso 18 marzo ha autorizzato l’abbattimento di un centinaio di esemplari attraverso il sistema dell’uccisione in tana. Una pratica crudele che ha scatenato la mobilitazione attraverso una raccolta firme del Wwf e della trasmissione radiofonica “Restiamo animali” su Contro Radio, a cui hanno aderito molte personalità della scienza e dello spettacolo, tra cui Margherita Hack, Red Ronnie, Licia Colò e Donatella Rettore.

L’assessore provinciale Antonio Napolitano ha subito sospeso la delibera firmata dalla dirigente Sonia Soldani: «Sia chiaro che io sono totalmente contrario con l’abbattimento in tana». E ha convocato la Consulta della caccia allo scopo di discutere soluzioni alternative.

Ma in questi due mesi, prima che la Provincia si rimangiasse il suo stesso provvedimento, quanti sono stati gli animali uccisi? Soltanto tre, secondo gli uffici di polizia provinciale che devono essere preallertati dai cacciatori. Mentre, sospesa la determina, è vietato uccidere le volpi fino a nuovo ordine. (d.f.)

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