Sicurezza
«Fermate il massacro delle volpi» e l’assessore ordina subito lo stop
Le firme di Margherita Hack, Red Ronnie e Licia Colò contro il provvedimento della Provincia Napolitano: «Sono anche io contrario all’abbattimento in tana». E convoca la Consulta della caccia
PRATO. È bastato accendere un faro sulla determina della Provincia di Prato che autorizza l’abbattimento di un centinaio di volpi, per decretarne l’immediata sospensione. Tutto avviene nel giro di poche ore. Di buon mattino arriva il comunicato stampa del Wwf e della trasmissione “Restiamo animali” di ControRadio in cui si annuncia l’avvio di una campagna identica a quella contro la Provincia di Siena, che alla fine sull’abbattimento delle volpi ha dovuto fare un sostanziale dietrofront. Anche a Prato esiste un provvedimento analogo ed è scattata la battaglia per azzerarlo, attraverso una petizione sottoscritta da personalità altisonanti del mondo della scienza e dello spettacolo, da Margherità Hack a Licia Colò, da Donatella Rettore a Red Ronnie; ma a firmare - tra deputati e giornalisti - sono anche tanti illustri sconosciuti che di mestiere fanno i biologi, gli agronomi, i ricercatori.
Insomma, si sta per preparare un martellamento in piena regola il cui armamentario si è ben visto durante le giornate della battaglia per le volpi di Siena: interrogazioni, mail bombing, denunce, manifestazioni di piazza, raccolta firme e battage sui social network.
A disinnescare il caso interviene nel primo pomeriggio l’assessore provinciale Antonio Napolitano, che prende in mano la determina firmata il 18 marzo 2013 dalla dirigente Sonia Soldani e sobbalza: «Sia chiaro - tuona al telefono Napolitano - che io sono totalmente contrario». A cosa? Alla modalità dell’abbattimento in tana che è oggettivamente crudele: prevede l’impiego di mute di cani addestrati che scavano nelle tane, sbranano animali adulti e cuccioli mentre ai sopravvissuti in fuga è riservata la canna del fucile. «Ho immediatamente convocato - spiega Napolitano - la Consulta della caccia per discutere altre modalità di controllo della popolazione delle volpi».
Esattamente ciò che volevano i promotori della campgna. Camilla Lattanzi di “Restiamo animali” chiedeva infatti ascolto: «Siamo in grado di dimostrare con evidenza scientifica che esistono metodi completamente cruelty free per affrontare il problema». L’amministrazione provinciale, conferma Napolitano, è appunto intenzionata a mettersi in ascolto.
Ma dato che la determina risale a due mesi fa e ce ne siamo accorti solo oggi, quanti animali sono stati abbattuti nel frattempo? Solo tre, secondo quanto risulta agli uffici della polizia provinciale che vengono allertati preventivamente dai cacciatori. Mentre, sospesa la determina che aveva validità per tutto il 2013, è vietato uccidere le volpi fino a nuovo ordine.
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