La manifestazione
Ha piovuto troppo, mancherà il miele
Problemi per il raccolto di grano e girasole, incognita sul mais, e i baccelli hanno prezzi astronomici
PRATO. Se il 2012 è stato ricordato come l'anno della siccità, il 2013 sarà ricordato come quello delle piogge abbondanti con conseguenze disastrose per l'agricoltura e l' apicoltura. «Da oltre 50 anni mi occupo di api – spiega Amerigo Brondolin- ma una stagione così terribile non l'avevo mai vista, praticamente da ottobre piove in continuazione e questo crea problemi alle api, che non escono dal loro alveare, e alla fioritura delle piante. L'80% del miele primaverile programmato è perso, d'estate ci sono i castagni in fiore, ma sono malati e quindi la produzione sarà anche in questo caso limitata. Un danno enorme che non possiamo ricolmare». A soffrire anche le aziende che coltivano ortaggi; l'acqua impregna il terreno che non può essere preparato per la semina delle piantine, che nel frattempo fanno le “barbe” rendendo il raccolto meno abbondante. «Tutte le piante sono rimaste nelle scatole di polistirolo - spiega Paolo Colzi - è impossibile lavorare la terra, a questo si aggiunge anche un danno economico visto che le ho già acquistate». Intanto i baccelli hanno raggiunto prezzi astronomici a causa della scarsa produzione; i semi sono marciti e il raccolto è stato decisamente scarso, stesso problema per il grano. «Devo ancora seminare il 60% dei semi - spiega Mauro Rossi - il terreno non si asciuga, a quest'ora avremmo già dovuto mietere una volta». Stessa musica per il girasole; ormai è tardi per seminare e quindi non si avrà la raccolta in estate, l'unica speranza è il mais che non ha una stagione precisa di semina, ma se arriva a maturazione in agosto ci sono buone possibilità che venga bruciato dal sole. «A conti fatti - continua Rossi - ho già investito 600 euro per le sementi e i concimi e non ho ancora venduto un chilo di prodotti». Nessuna produzione neppure per il grano saraceno. «Quest'anno – spiegano dalla fattoria Del Bello che aveva iniziato questa coltivazione tre anni fa – non siamo riusciti a seminare e ormai il tempo giusto per farlo è passato. Iniziamo ad essere preoccupati anche per gli animali che rischiano di non avere fieno il prossimo inverno». Pure Luca Calamai prevede un inverno di carestia. «Il prezzo del mais in un anno è raddoppiato e ora gli animali non escono e quindi non possono andare al pascolo, questo comporta un’aggiunta di costi, ma non compromette la qualità del latte e della carne». A confermare le difficoltà anche Maurizio Fantini di Coldiretti. «Il prolungamento delle piogge sta creando problemi in tutte le fasi dell'agricoltura, maggio dovrebbe essere il periodo dei raccolti del fieno, ma le spighe sono ancora indietro. Anche gli ortaggi fanno fatica a maturare.
Alessandra Agrati
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