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Prato

La Formula 1 la compri a Narnali

La Formula 1 la compri a Narnali

La Gm antincendio diversifica e vende anche accessori della Sparco

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PRATO. Tra i più grandi piloti di Formula 1 che hanno indossato una di queste tute o caschi ci sono anche Michael Schumacher e Jacques Villeneuve. Anche se non si tratta di capi e accessori realmente appartenuti ai campioni automobilistici, da sabato la stessa linea di accessori prodotta dalla Sparco è in vendita anche Prato.

L’idea è venuta ad Alessandro Moretti, titolare di una piccola attività specializzata nella manutenzione delle apparecchiature antincendio e nell’antinfortunistica. Dalla partecipazione al mondo della regolarità con le auto d’epoca è nata l’idea di unire questa sua passione al lavoro: all’interno della piccola azienda di Narnali, la Gm antincendio, spunta un corner di prodotti del noto brand specializzato nella produzione di abbigliamento tecnico per sportivi appassionati delle corse. Il passo dall’antifortunistica all’automobilismo sportivo è stato breve: «Per noi si tratta di una scommessa importante – racconta il titolare - aver ottenuto la rivendita di questo noto marchio ci pone su un livello di eccellenza in questo settore». Tra club di auto d’epoca, trofei di rally, rievocazioni storiche di gare sulle quattro ruote e appassionati del genere, sono numerosi i potenziali clienti che gravitano attorno al mondo dell’automobilismo sportivo: «Se i grandi team fanno riferimento direttamente alla casa madre, quelli più piccoli, se vogliono un prodotto di qualità come questo, devono rivolgersi a realtà come la nostra – continua – tutti i capi, dai guanti alle tute, sono realizzati con materiale ignifugo poiché si tratta di abbigliamento tecnico di alta gamma».

Al di là della curiosità che vede un pezzo del mondo automobilistico sportivo radicarsi in città, c’è un aspetto non secondario che riguarda la diversificazione. «In un momento in cui tutti vendono tutto, riuscire a ricavarsi una nicchia di mercato è sempre più difficile – sostiene Moretti – questo prodotto ci permette senz’altro di diversificare e allo stesso tempo di mirare a una clientela che costituisce una fetta di mercato interessante». Anche se è presto per fare bilanci, non mancano i presupposti per fare qualche previsione. «Prima di riuscire a capire se l’investimento è andato a buon fine, bisognerà attendere almeno due o tre anni – premette – tuttavia, al momento siamo gli unici sul territorio a vendere questo tipo di prodotto e miriamo a diventare una realtà di riferimento in Toscana”.

Barbara Burzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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