Attenzione
Dentro il Centro Giovannini nascerà “La Casa della donna”
La strategia dell’Asl per migliorare la qualità dei servizi sul territorio. Si lavora anche alla formazione
PRATO. Metti le funzioni di consultorio, aggiungi la diagnostica che accompagna i percorsi di gravidanza, unisci il tutto in un spazio nuovo e integrato per la maternità. Il risultato sarà la nascita della “Casa della donna” dislocata dentro il centro “Giovannini”: si tratta di una delle novità inserite nel piano di riorganizzazione dei servizi sul territorio messo a punto in vista del nuovo ospedale di Galciana. «La Casa della donna sarà realizzata in tempi rapidi, presumibilmente prima dell’inaugurazione del nuovo ospedale, anche perché - fa notare Riccardo Poli, direttore della zona-distretto dell'Asl 4 - alcuni esami diagnostici come l'amniocentesi si sposteranno dall’ospedale al territorio».
Nella “Casa della donna” confluiranno i due consultori al momento attivi nel distretto di via Roma (il principale, con una media di cento utenti al giorno) e via Clementi che così spariranno: una struttura all'interno del "Giovannini" che offrirà un sostegno integrato alla donna, dal consultorio alla diagnostica (ecografia e amniocentesi). «Un centro unico contro la logica della polverizzazione dei servizi sul territorio - riprende Poli -. Abbiamo una sanità ancora troppo legata al concetto della singola prestazione».
Il direttore della Società della salute fa fatica a riconoscersi nella fotografia del Mes che getta un'ombra sui distretti sanitari. «Non mi sembrano che le altre realtà mostrino brillanti performance. Comunque, ci stiamo impegnando per aprire i distretti al territorio, sia a livello di orari di apertura che di servizi. Le Case della salute andranno in questa direzione: la prima è quella inaugurata di recente nella palazzina di Malattie infettive. Altre due sorgeranno a Vaiano e a Montemurlo, con apertura dalle 8 alle 24 incluso il sabato». Nella valutazione del Mes-Sant’Anna confluisce anche il giudizio sulla chiarezza delle informazioni e sulla gentilezza del personale.
«Stiamo lavorando anche sulla formazione e sulla comunicazione del personale: chi sta dietro uno sportello, al di là dei ruoli, rappresenta in ogni momento l’azienda sanitaria». Mentre altrove le aziende sanitarie chiudono presidi sul territorio (come Empoli e Livorno), a Prato l’Asl 4 si sforza per tenerli in piedi. (m.l.)
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