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Affitti, Prato in controtendenza: aumenta il costo dei bilocali

Affitti, Prato in controtendenza: aumenta il costo dei bilocali

I dati dell'Ufficio Studi di Tecnocasa. I proprietari chiedono sempre maggiori garanzie mentre non si segnalano aumenti legati all'introduzione dell'Imu

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Crollano i prezzi degli affitti in Toscana, ma il dato di Prato è in controtendenza. Quello dei bilocali pratesi, infatti, è l'unico numero con il segno più nel rapporto sull'andamento degli affitti dell'Ufficio studi di Tecnocasa, che fotografa la situzione del secondo trimestre 2012. In quel periodo i canoni di locazione hanno registrato una diminuzione dei valori dell’1,7% sui bilocali e del 2,3% sui trilocali; nelle grandi città la contrazione è stata rispettivamente dell’1,2% e dell’1,8%. A Prato i valori sono rispettivamente: +4,7 e -2,8.
valori in percentuale, fonte Ufficio Studi Tecnocasa

"Non si segnalano - si legge sulla nota di Tecnocasa - aumenti dei canoni in seguito all’introduzione dell’Imu, che in parte ha contribuito ad aumentare l’offerta di immobili in affitto e dall’altra ha reso i proprietari più orientati a garantirsi la continuità nel pagamento del canone da parte del conduttore.Tutto questo ha portato a calmierare i valori. Inoltre, i canoni di locazione non hanno subito aumenti a causa di una minore disponibilità di spesa dei potenziali affittuari e della maggiore offerta di abitazioni sul mercato. Anche in questo semestre tra coloro che alimentano la domanda di immobili in affitto si registrano numerosi casi di persone che non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani, i monoreddito e gli immigrati; a questi si aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede".

 

L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 41% ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 32,4% ha un’età compresa tra 35 e 44 anni; il 46,6% è rappresentato da single, il 39,1 % da coniugati, l’11,7% da separati. Relativamente alle motivazioni si evince che il 55,3% di chi cerca in affitto lo fa per trovare l’abitazione principale, seguono i lavoratori trasferisti  (38,1%) ed infine coloro che si trasferiscono per motivi di studio e che cercano casa vicino alla sede della facoltà frequentata (6,6%). Per quanto riguarda le tipologie di contratto, quello più praticato è il canone libero (4+4), seguito dal concordato e poi da quello ad uso transitorio. La domanda di abitazioni in affitto si concentra in particolare sui bilocali (38,6%), a seguire il trilocale (35,9%).

"I proprietari - scrive l'Ufficio Studi -  desiderano maggiori garanzie sull’affidabilità dell’inquilino per assicurarsi la continuità dei pagamenti dei canoni di locazione. Sono apprezzate le assicurazioni a garanzia del rapporto di locazione. Anche i potenziali locatari sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di affitto per le soluzioni di “qualità”, dove per qualità si intende non solo lo stato dell’immobile ma anche la qualità dell’arredamento, la presenza di ambienti luminosi e di servizi in zona. La presenza del riscaldamento autonomo è apprezzata perché consente una riduzione dei costi condominiali".

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