Il Tirreno

Prato

Piccoli passi per unirsi Confindustria al lavoro

di Ilenia Reali

Oriana (Pistoia): «Ora si parte dalla collaborazione tra sezioni ed eccellenze» Galeotti (Lucca): «Col tempo arriveremo anche a un’unica governance»

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PRATO. L’obiettivo è trasformare tre lillipuziani in un grande Gulliver. In modo da avere più peso specifico in sede regionale e nazionale. Questa è una faccia della medaglia della collaborazione, o Unione Federale, avviata da Confindustria Prato, Pistoia e Lucca. L’altra faccia della medaglia è dovuta all’esigenza in tempi di crisi di razionalizzare le spese anche a costo di perdere quell’autonomia e quel simbolo dell’industria a cui gli imprenditori pratesi hanno tenuto sempre molto.

In un mondo dove il locale deve fare i conti con il globale non c’erano però evidentemente alternative e quindi tanto vale mettere in evidenza i vantaggi di questa nuova “Federazione” che, presto, c’è da giurarci diventerà un’associazione unica magari con più articolazioni ma una sola testa.

Il più cauto a parlarne è il presidente dell’Unione industriale pratese Andrea Cavicchi che mette in luce come «territorio e tradizione siano importanti ma che quando si parla di manifatturiero è indispensabile presentarsi uniti. E’ necessario quindi come si consiglia alle aziende di crescere di dimensioni: vale anche per le associazioni e soprattutto per le nostre società di servizi destinate ad accorparsi».

Il timore di perdere sovranità c’è e quindi per il momento si sta facendo un passo per volta in una strada che sembra già segnata e che porterà a un’unica Confindustria. «Questo - spiega in modo molto chiaro - la presidente di Confindustria Lucca Cristina Galeotti - è un punto di partenza perché non è detto che assetti ottimi nel passato vadano bene anche oggi. E’ utile cercare una dimensione che ci permetta di svolgere attività di rappresentanza in modo efficace e efficiente. Si tratta di un percorso lungo che andrà ad impegnare anche i prossimi presidenti e che ci porterà a favorire le specializzazione di ogni territorio in modo da creare dei servizi e delle politiche di eccellenza. E’ ovvio che questo nel tempo porterà anche a rivedere la governance».

Un percorso quello di accorpamento lunghissimo non tanto dal punto di vista delle politiche ma anche degli assetti patrimoniali. «E’ un progetto ambizioso - aggiunge Galeotti - che comincerà con un lavoro di mappatura delle sezioni e delle imprese per capire come organizzarci».

E’ infatti dai servizi e dalle sezioni che comincerà il vero cambioamento. «E’ un accordo - sottolinea il presidente pisotiese Giuseppe Oriana - che ha solo vantaggi. Siamo in un’area omogenea ma con singole aree di specificità. Pistoia ha il meccanico e l’alimentare, Prato il tessile e la moda, Lucca il cartario. Sviluppare e lavorare su questi settori in modo da garantire servizi all’avanguardia per tutte le imprese del territorio è una grande ricchezza. E’ efficienza senza di fatto perdita di rappresentanza ma anzi riuscendo a definire meglio comportamenti e sinergie».

Una sinergia che vede però un grande assente: Firenze. «Questa è un’unione federativa contro nessuno. Con Firenze c’era una minore omogeneità», risponde Oriana.

Pronta anche Galeotti. «Loro hanno già un’assetto ottimale. Si parte da qui poi vedremo se entreranno a farne parte altri territori. Carrara per esempio già sta collaborando molto con noi».

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