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Prato

Pd, continua la polemica sulle date del congresso

Pd, continua la polemica sulle date del congresso

L’assemblea dei democratici conferma la spaccatura tra chi vuole il rinnovo prima delle assisi nazionali e chi lo vuole dopo

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PRATO. Congresso provinciale Pd, da convocare in fretta. No, da convocare con calma dopo quello nazionale. E' stato questo il filo conduttore dell'assemblea dei democratici di venerdì 17 maggio convocata nel circolo di Coiano a Prato. Un confronto, a volte acceso, e che ha fatto emergere, una volta per tutte, una profonda spaccatura tra la segretaria Ilaria Bugetti e gli otto giovani che all'indomani del cosiddetto "tradimento dei 101" , per protesta contro la dirigenza nazionale del partito - si giustificarono - uscirono in massa dalla segreteria.

Porta sbattuta, sì, ma non solo per motivi romani. A esplicitare un dissenso tutto locale è stato Gabriele Alberti, ex componete della segreteria, capogruppo alla Circoscrizione Sud che ha firmato un documento "pepato" assieme alla consigliera comunale Ilaria Santi, ex candidata alle "parlamentarie" pd di novembre, ex - par di capire - supporter di Bugetti. Alberti e Santi chiedono a gran voce il congresso a Prato, indicando anche una data: entro il 30 luglio. Obiettivo: rinnovare i verticii. "Il Pd - scrivono - va rivitalizzato dal basso con idee metodi e linguaggio", bocciano uno scontro imperniato sui nomi ma pretendono un confronto sui temi. Una mazzata arriva anche sulla festa democratica "che è andata via via configurandosi - continuano - come un'occasione parzialmente sprecata". Fino a mettere in dubbio l'utilità di farne un'altra: "Se deve essere una sagra paesana meglio sacrificarla".

Bugetti in assemblea non ha risposto riservandosi la replica nell'intervento conclusivo dell'assemblea (lunedì 27 maggio) ed ha preferito lanciare un paio di stoccate serie in una nota: "Nel documento presentato da Alberti - commenta Bugetti - leggo solo voglia di distruggere ciò che fino a ieri era la loro casa per rifarsi una verginità politica all'insegna del peggior trasformismo. Se Alberti le cose che ha detto sui dirigenti nazionali le avesse dette con la stessa veemenza all'assemblea nazionale, forse sarei stata la prima ad applaudirlo. Inoltre, la stessa determinazione avrei voluta vederla in questi tre anni trascorsi insieme in segreteria. Il congresso che parte dalla base e per tesi è la strada che ho indicato - continua - per questo non capisco dove voglia arrivare la forte critica di Alberti". Chiara Bugetti sul fatto che " i congressi non possono essere interpretati e invocati a seconda delle convenienze personali o di regolamenti di conti locali. La responsabilità di creare fratture che potrebbero essere insanabili in un partito già duramente provato dagli ultimi avvenimenti, non fa onore a chi, come lo stesso Alberti, dice di aver a cuore il futuro del partito e della nostra città".

No comment della segretaria sulla richiesta del consigliere di circoscrizione di cancella re la festa democratica condito però da una stoccata: "La Festa democratica è il principale momento di ritrovo del partito reso possibile d al lavoro disinteressato di centinaia di volontari che ogni giorno si impegnano nei circoli - conclude Bugetti - Quei Circoli che fino a poco tempo fa avrebbero dovuto essere curati, anche se pochi se ne sono accorti, proprio da Gabriele Alberti, in quanto responsabile della segreteria provinciale dei rapporti con i circoli".

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